PiccoliAzionisti.it - 28 maggio 2010 / La geopolitica Turca. Le prospettive italiane Stampa
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Sabato 28 Maggio 2011 02:00

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Turchia, potenza economica emergente, si svincola dagli USA e guarda ad est. Le prospettive italiane.

Gli attentati contro il primo ministro turco Erdogan sono soltanto l’ultimo tentativo di condizionamento del governo di Ankara. Non a caso la Turchia, prima di un drastico mutamento di rotta nella politica internazionale, era sempre inserita tra i Paesi in forte crescita. Insieme a Brasile, Russia, India e Cina (il Bric), ma anche al Sudafrica. Perché Ankara era un fedele vassallo di Washington, fedele alleato di Israele, un baluardo della Nato contro l’Est.Ma con l’arrivo di Ahmet Davutoglu alla guida del ministero degli Esteri, la situazione è radicalmente mutata. Se ne parla diffusamente nel saggio appena pubblicato da Vox Populi, “La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoglu”, un’opera che – per la prima volta in Italia – esamina le prospettive legate alle nuove scelte di Ankara.
Che guarda ad Est, ai Paesi turcofoni un tempo parte dell’Unione Sovietica. Ma guarda anche più a nord, a quella Russia destinata a diventare un partner sempre più importante. Così come guarda al Bacino del Mediterraneo. Il tutto in piena indipenndenza, con un ruolo da protagonista e non più da comprimario.L’economia turca, in questo scenario, ha affrontato la crisi globale, ma il Paese ha proseguito la sua crescita. Non a caso, tuttavia, Ankara è scomparsa dalle analisi sui Paesi con grande crescita economica. I Bric sono diventati Brics, aggiungendo il Sudafrica. La Turchia è uscita di scena. Ma non dalla realtà. E la realtà di Ankara è particolarmente interessante per l’Italia. Perché l’Italia è il terzo partner economico della Turchia e perché Ankara può offrire alle aziende italiane l’opportunità di un’espansione verso Paesi come il Kazakistan, l’Uzbekistan. Ma senza dimenticare che la Turchia rappresenta anche un forte concorrente, grazie ad un’agricoltura particolarmente ricca, aziende tecnologicamente avanzate ed un turismo in forte espansione. Si può decidere se puntare sulle sinergie o sulla concorrenza.Ma Ankara è un partner privilegiato anche sul fronte energetico. I gasdotti come Southstream o Nabucco la coinvolgeranno. Mentre il Paese guarda alle energie alternative e cerca partner di qualità elevata. Non a caso gli investimenti italiani nell’area sono in crescita. Si sono mossi grandi gruppi come Fiat, si è mossa Finmeccanica. Ma sono sempre più numerosi gli italiani che vanno a produrre in Turchia.Nel sostanziale silenzio dei media italiani, pronti a cancellare Ankara dai Paesi “forti” non appena la Turchia ha iniziato ad agire senza il consenso dei padroni d’Oltre Atlantico. Così il governo di Ankara si è ritrovato a mediare con l’Iran, a trattare in Nord Africa, a discutere con i Grandi della Terra. E, immancabilmente, sono iniziati gli attentati, sono stati riarmati e rifinanziati i curdi, si sono aiutati i terroristi.