INCOMINCIANO LE PERFORAZIONI PETROLIFERE NELL'ATLANTICO DEL SUD Stampa
Scritto da Mauro Margoni   
Venerdì 05 Marzo 2010 23:20

La Nacion-lunedì 22 febbraio 2010  (Pag.4)

Così ha annunciato il governo delle Malvinas; lavoreranno su Ocean Guardian

-Mentre ieri il governo argentino stava negoziando in Messico un appoggio regionale alla petizione per discutere la sovranità delle Malvinas, la piattaforma petrolifera Ocean Guardian si preparava ad incominciare i lavori di esplorazione sul fondo marino delle acque che circondano le isole.
Così è stato dichiarato dall'Assemblea Legislativa delle Malvinas, che ha assicurato che "ci sono tutte le basi" necessarie per incominciare i lavori di ricerca del petrolio nascosto sotto le stesse acque che 28 anni furono teatro di una guerra.

 Difronte all'opposizione del governo argentino riguardo alle attività d'estrazione, l'Assemblea Legislativa ha risposto con un comunicato che dichiara "deludente" la condotta dell'Argentina.
"Non è una sorpresa per nessuno che l'Argentina si comporti in questo modo, ciò non rende il fatto meno deludente", dichiara il comunicato delle autorità delle isole.
Per l'Assemblea Legislativa delle isole Malvinas, la decisione del governo argentino di esigere un permesso di navigazione alle navi che transitano in acque di giurisdizione argentina  in direzione delle isole"cerca di disturbare le perforazioni che incominceranno la settimana prossima".
Nonostante ciò, assicura il comunicato "le perforazioni incominceranno come stabilito, clima permettendo".
La piattaforma Ocean Guardian è stata ingaggiata dalla compagnia petrolifera di bandiera britannica Desire Petroleum. Questa l'impresa che, nelle prossime ore, comincerà con i lavori offshore nel bacino Nord delle Malvinas.
L'impresa lavorerà in otto pozzi, situati a circa 150m km. a Nord delle coste delle Malvinas.
A questa si aggiungeranno altre tre imprese, tutte di bandiera britannica. Sono le Falkland Oil & Gas, Rockhopper, e Borders & Southern Petroleum.
Il governo argentino sta analizzando l'ipotesi di denunciare legalmente queste compagnie per i lavori a realizzare.
Ciò che sta succedendo è che le imprese che lavoreranno nelle acque circostanti alle isole opereranno con licenze di esplorazioine concesse dalle autorità delle isole in maniera unilaterale e non riconosciute dalle autorità argentine.
Lo scenario che si presenta è di tensione legale, dato che il territorio nel quale si opererà è oggetto di disputa di sovranità nazionale.
Le compagnie sono arrivate sulle isole con l'intenzione di scoprire se sul fondo marino si nascondono circa 60.000 milioni di barili di grezzo, queste le previsioni delle autorità delle isole. Queste risorse supererebbero le attuali riserve argentine e britanniche.