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Settembre 2010

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Paolo Vivian PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 12 Ottobre 2009 17:20

BIOGRAFIA
1962 nasce il 06 marzo a Serso di Pergine.
1976 – 79 Scuola professionale industria e artigianato
1985 Comincia a interessarsi d’arte e inizia a dipingere
1987 Frequenta lo studio del pittore Carlo Girardi
1988 Prosegue la sua formazione autodidatta al gruppo Studio Arti Visuali di Trento
1997 Inizia il suo percorso nella scultura con il maestro Egidio Petri
2004 Stage a Pietrasanta dove inizia a lavorare il marmo.

www.paolovivian.it


VIVIAN - SCULTORE DEL SILENZIO

comparso su Vox Populi n.° 5
Tratto da “Memorie”  di Graziella Anesin

Emerge nell’eterogenea ormai copiosa produzione artistica di Vivian un tratto silenzioso, che proprio dal silenzio trae la sua preponderanza. Viene discretamente e solidamente a imporsi nel paesaggio variegato delle opere che sempre in Vivian possiedono la forza della passione vitale, talvolta dell’eccesso che cerca di colpire l’osservatore per trarne dialettica, interlocuzione. È un elemento di silenzio che si è fatto spazio dentro uno stile esplicito che vuole elicitare l’interrogazione sul mondo, e dove talvolta il discorso si fa ironico o provocatorio, anche attraverso la nominazione di certe opere che acquistano il peso di presenze pensanti che si oppongono al precario quieto vivere.

Da questa domanda urgente che coglie gli epifenomeni dell’esistente, non cercata emerge una più ancestrale domanda, silenziosa, che in sé è già risposta, condensata nella serie “Memorie”. È qui che si verificano le incursioni introvertite dell’artista nella profondità del senso dell’esistere, mai cupe, quanto piuttosto innocenti.
Si legge nei parallelepipedi agglomerati incastonati in superfici vaste e sobrie il tentativo di fermare i nodi essenziali della vita, le significanze individuali, le memorie.

Trame emergenti nel flusso vitale, biografie interiori. È un’indagine del profondo che perviene a un senso dell’umano permeato da una religiosità laica e piana, dove il personale si identifica con il collettivo attraverso memorie archetipe.

 

 



Tratto da “I Totem”  di Michele Pizzini

Tutto sommato però le sue opere rimangono a mezza strada fra pittura e scultura.
Da una parte la sensibilità coloristica, dall’altra la perizia nell’esprimersi con i materiali lignei e misti. Il risultato è cromatismo fuso con plasticità, che richiama le verticalizzazioni di Kupka.
I motivi sono astratti, o comunque cercano di astrarre la realtà, ma non sono pienamente ontologici: oscillano tra la dimensione dei segni reali e quella dei segni dell’essere.

Sono richiamati significati interni ed allegoristici, che rappresentano veicoli d’interpretazione spirituale.
La forma del totem, in questo contesto, si presta nel modo migliore: da simbolo a feticcio, a presenza di volume nello spazio che può essere inserita e vista nel contesto dimensionale che lo circonda, oppure, idealmente, anche dentro di noi…

…ricerca di un’ascesi verso l’infinito, o comunque verso un confine ancora da scoprire.
Una vita che nasce – intorno il nulla – o meglio, quello che non è più, la terra bruciata intorno a noi e dentro di noi. Può essere uno scenario post-atomico, una piccola speranza, uno spiraglio di luce, una rinascita macrocosmica od un semplice stimolo per ricominciare.
L’importante è cogliere la sensazione del momento.
Questo è il messaggio di Vivian: un’indole libera, positiva, ma nello stesso tempo critica, contestatrice, ironica, provocatoria… come le sue opere.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Ottobre 2009 19:26
 

Il Grigiocrate

Notizie flash

Fonte: Ragionpolitica.it (17.11.2010)
Autore: Andrea Forti

Dopo un periodo di stasi, o meglio di riassestamento, sembra ripartire la partnership energetica, politica ed economica fra Russia e Bulgaria, due nazioni che senza esagerazione alcuna potrebbero essere definite «sorelle», data la loro comune appartenenza all'area slavo-ortodossa e la loro singolare posizione di ponte eurasiatico, evidente per la Russia ma non meno per la Bulgaria, adiacente alla Turchia e agli stretti dei Dardanelli e del Bosforo.

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