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Il Genghis Khan di A. Borisov parla otto lingue PDF Stampa E-mail
Scritto da Ermanno Visintainer   
Lunedì 16 Marzo 2009 14:38

N. Mönkhtör, giornalista mongolo intervista il regista yakuto Andrej Sakhavič Borisov sul nuovo film su Genghis Khan che uscirà prossimamente sugli schermi. Il regista si propone di evidenziare, soprattutto, la funzione del sovrano mongolo di artefice di una pax imperialis e l’avversione per ogni dogmatismo. Oltre che la sua abilità di grande stratega.


Non c’è quasi nazione che non abbia prodotto almeno un film storico avente per soggetto il grande personaggio dello scorso millennio: Genghis Khan, fondatore del grande impero mongolo.

Ancora una volta Genghis Khan rinascerà sullo schermo, e sicuramente conseguirà un grande riscontro da parte del pubblico.

Una cooperazione fra registi internazionali e sponsor di compagnie cinematografiche russo-yakute ha permesso la produzione di un film che ha per titolo internazionale "The Will of Chinggis Khan". Le compagnie di produzione coinvolte sono rispettivamente: le russo-yakute “Urgel V e GNK “Sakhafilm”, le Produzioni Mongole Nyamgavaa-Film e le industrie cinematografiche della Mongolia Interna Cinese.

Ieri i produttori hanno tenuto una conferenza su questo film, di cui parleremo con il regista Andrej Sakhavič Borisov, ministro della Cultura della Repubblica di Sakha, ovvero la Yakuzia.

Andrej Sakhavič com’è nata l’idea del film? I film su Genghis Khan sono già tanti, qual è la differenza tra il suo e gli altri?

Effettivamente su questo personaggio sono stati prodotti ubiquitariamente molti film. Quindi che senso può dunque avere un altro Genghis? In realtà la vita di questo personaggio, su cui sono state fatte delle ricerche approfondite, a mio avviso rappresenta un campo di indagine permanente. Inoltre i registi di ogni paese hanno visto il sovrano con occhi diversi. L’idea di realizzare il film mi è venuta per la prima volta otto anni fa in seguito ad un incontro con il prof. V.D. Ivanov.

Poi lo scrittore yakuto Nikolaj Luginov ne ha realizzato il tema. Così abbiamo cominciato a lavorare stabilendo accordi con finanziatori yakuti. È indubbio, che ci siano molte differenze rispetto ai precedenti film. Prima di realizzare questo film avevo visto tutti i film su Genghis Khan, che però mi sono sembrati incompleti.

I precedenti film hanno prevalentemente evidenziato il punto di vista dell’aggressività del nostro grande impero. La sua versione quale prospettiva pone in evidenza? Cosa vuole comunicare agli spettatori attraverso il suo film?

Il film pone in evidenza questo grande personaggio in molte maniere. Non gli viene attribuito nulla di male. La mia versione del grande sovrano è alquanto diversa dalle altre. Egli viene sostanzialmente rievocato attraverso le annotazioni coeve del viaggiatore italiano Marco Polo.

Mi sono ispirato a lui. Ovvero ho seguito le crociate europee, le guerre di religione del tempo in cui egli era vissuto. Il tutto mentre qui nel sconfinato territorio della steppa le varie religioni erano unanimemente rappresentate davanti alla tenda del Gran Khan.

L’idea di quell’uomo di rappresentare le molte religioni è stata veramente grandiosa. Mentre da una parte del mondo era in corso un conflitto tra religioni, dall’altra il grande signore, Bogd (santo) Genghis Khan, poteva far convergere le varie correnti religiose in un unico genere. Quindi nel film intendo porre in risalto proprio questa abilità, da parte sua, di concepire l’Eccelso Cielo, “Deed Tenger” (divinità uranica protomongola e prototurca) in una funzione unificatrice.

Quante versioni avrà questo film? Come ha scelto gli attori? Dove farete l’inaugurazione? In quale lingua uscirà?

L’opera di Nikolaj Luginov è ampia. Noi abbiamo realizzato un film in due versioni. Ora, dopo aver effettuato il montaggio lo stiamo vocalizzando. La cosa più importante è la scelta degli attori, in quanto del miglior attore è determinante per il suo successo. Nel film ci sono 13 attori che hanno già interpretato il ruolo di Genghis Khan, fra cui gli attori del vostro paese, come M. Orgil e D. Tüvšinkhüü. Tuttavia alla fine il ruolo del Khan è stato assegnato all’attore tuvino Edward Ondar.

Il film debutterà nella Federazione Russa, all’inizio dell’anno prossimo.

Per quanto riguarda la lingua abbiamo avuto diverse idee. L’intenzione originaria sarebbe quella di doppiarlo in otto lingue. Il film è stato finanziato dal Governo Yakuto, perciò auspichiamo un rapido rientro dei capitali investiti.

In questo senso uscirà in inglese sia negli Stati Uniti che in Europa, in russo nella Federazione Russa e in cinese. Così, uscendo in molte lingue attirerà su di sé l’attenzione dei paesi occidentali.

Da oggi la direzione sta lavorando alla sua pubblicizzazione sui mercati di Europa, America e Cina. Ai mongoli sarà mostrato nella loro lingua, all’occorrenza alcune frasi saranno sottotitolate.

Così complessivamente uscirà in otto lingue.

Il Governo Yakuto ha finanziato il film. In quale percentuale? E quindi nel film è presente un’influenza della cultura yakuta?

Per la produzione del film, le cui riprese sono state fatte in Mongolia, sono serviti in totale otto milioni di dollari. Ad esempio nel film sono stati utilizzati anche molti soldati, ciascuno dei quali ha avuto il proprio costo all’interno di un tariffario di mercato mongolo.

Il set è stato diretto in lingua yakuta. Le espressioni antico-mongole presenti in lingua yakuta sono innumerevoli, almeno il cinquanta percento del lessico è di origine mongola. Ad esempio la parola yakuta “sakha” significa confine oppure orizzonte. Anticamente presso i mongoli “capo branco” si diceva “oter”. Così gli yakuti utilizzano questa parola fino al giorno d’oggi con il medesimo significato. Penso che questo possa introdurci alle tradizioni degli antichi mongoli, alle loro consuetudini, alla cultura e all’arte.

Dove avete preso gli abiti utilizzati? Li avete realizzati da soli?

Prevalentemente in Mongolia e in Russia. Lo studio è stato particolarmente accurato. In questo campo i mongoli ci hanno aiutato molto.

Dalla recensione si evince che per le scene di battaglia siete ricorsi ad un esperto esterno. E anche le comparse sono state portate dalla Cina. Questo aspetto rappresenta un elemento addizionale rispetto altri film?

Le tecniche di combattimento impiegate dai soldati di Genghis non sono mai state un tema di ricerca obsoleto nella storia della guerra universale, infatti sono ancora attuali. Queste tecniche utilizzate da Genghis Khan si studiano presso le accademie militari delle grandi potenze egemoni del mondo intero. Dagli effetti delle sue conquiste la scienza militare ha fatto un balzo in avanti.

Il mio scopo era quello di presentare in termini artistici tutto questo agli spettatori. Nelle tecniche di combattimento il ruolo mongolo dei soldati è evidenziato con dovizia di particolari, in modo che la figura di Genghis Khan venga rievocata nella sua interezza. Ho mostrato anche il modo in cui gli antichi soldati mongoli disponevano i propri cavalli per la battaglia.

Inoltre ho invitato da Mosca sul set, Solbon Dondokovič Lygdenov, il maggior esperto cinematografico di scene di battaglia. Da parte mongola ha lavorato un altro specialista di nome Č.Batbayar.

Anche il produttore generale è uno specialista di scene di battaglia?

Certo. Il produttore generale del film "The Will of Chinggis Khan" è un famoso praticante di arti marziali, V.D. Ivanov, istruttore benemerito dell’ex Unione Sovietica. Peraltro nel film hanno lavorato illustri produttori moscoviti, oltre che artisti yakuti, tuvini baškiri, buriati, altaici, mongoli, tedeschi, cinesi e giapponesi.

Dal momento che nel film sono presenti alcune magnifiche scene equestri per darci una mano è giunto anche un altro esperto di effetti di guerra, il regista Chen Zian con i suoi 25 cascatori. Chen Zian è uno dei produttore di Jecky Chan, star cinematografica mondiale.

Da parte mongola hanno preso parte i capi team, Ja. Khorloorenbüüči e L.Gerelčuluun, con i loro 30 cascatori mongoli, dimostrando di essere molto esperti a livello internazionale anche in ruoli meno importanti

Per concludere attraverso questo film "The Will of Chinggis Khan", volevo mostrare la bellezza delle tecniche di battaglia dei soldati mongoli. Così lo staff internazionale ha prodotto un risultato eccelso.


Originale a cura di N. Mönkhtör, 06 settembre 2007
titolo orig. “А.С.БОРИСОВ: "ЧИНГИС ХААНЫ ЗАХИАС" НАЙМАН ХЭЛЭЭР ИРНЭ”
http://www.artmongolia.mn/movie?p=38
Traduzione: Ermanno Visintainer

Ultimo aggiornamento Martedì 03 Novembre 2009 13:35
 

Il Grigiocrate

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Fonte: Ragionpolitica.it (08.09.2010)
Autore: Andrea Forti

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