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Berlusconi in Russia discuterà di sviluppo e globalizzazione PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 08 Settembre 2010 00:00

Fonte: Ragionpolitica.it (08.09.2010)
Autore: Andrea Forti

Venerdì 10 settembre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è atteso nella città russa di Yaroslavl per partecipare all'edizione 2010 del «Forum politico mondiale sullo sviluppo democratico e i criteri di efficienza dello Stato moderno», un evento che vedrà fra i 450 partecipanti, dalla Russia e da tutti i Paesi del mondo, anche il presidente sudcoreano Lee Myung-bak e l'ex primo ministro giapponese Yukio Hatoyama.

Il Forum mondiale di Yaroslavl ha come obiettivo quello di confrontare esperienze di esponenti della politica e dell'economia di vari paesi sul tema della governabilità e dell'armonizzazione fra efficienza e democraticità. Un problema molto sentito in un paese come la Federazione Russa, alle prese con un difficile processo di modernizzazione della propria economia, ancora troppo dipendente dall'esportazione di materie prime, e soprattutto del proprio apparato statale e amministrativo, a tutt'oggi piagato dalla corruzione e non del tutto libero da pastoie burocratiche di retaggio sovietico. In questa edizione del Forum, inoltre, verranno discussi modelli alternativi di globalizzazione che tengano presente l'evoluzione del mondo in senso multipolare, ma che non sono in alcun modo da confondere con utopici modelli di (presunta) opposizione alla globalizzazione, come quelli proposti dai vari «World social forum» di filiazione ideologica post-marxista e terzomondista.

L'attesa presenza di Silvio Berlusconi a questo Forum non desta stupore se si tiene conto della grande importanza data dalla sua azione di governo ai rapporti con l'immensa Federazione Russa, uno Stato esteso dall'Europa alla Cina e che a sud confina anche con il turbolento mondo islamico. I rapporti italo-russi, a prescindere dalle chiacchiere «giornalettistiche» sull'amicizia fra Putin e Berlusconi, coinvolgono settori di punta dell'economia dei nostri paesi, non solo in campo energetico ma anche in quello delle alte tecnologie, dei trasporti, dell'aerospaziale, del nucleare, dell'alimentare e anche della cultura. Silvio Berlusconi è stato uno dei primi leader europei a voler scommettere sulla nuova Russia post-comunista, come testimoniano le sue visite a Mosca già nel 1994, quando governava Eltsin e Putin era uno sconosciuto sia in patria che all'estero. Berlusconi aveva già capito, con fiuto e buon senso imprenditoriale, quanto vitale fosse per tutto l'Occidente una Russia saldamente ancorata all'Europa da legami commerciali ed economici, in grado di aprire la strada ad un successivo avvicinamento politico di questo Paese di dimensioni eurasiatiche ma unito all'Europa dalla lingua slava, dalla religione cristiana greco-ortodossa e dalla tradizione del diritto romano. Solamente una Russia saldamente legata all'Europa da concreti interessi condivisi potrà infatti adeguarsi agli standard di democraticità ed efficienza propri di un Paese moderno e pienamente sviluppato, mentre chiusure ideologiche che non tengano conto della difficile storia e dello stadio di sviluppo di quel Paese non faranno altro che portare a reazioni nazionalistiche e isolazioniste, dannose sia per Mosca che per l'Europa.

Nella grande partita della globalizzazione, in un mondo che vede sempre più attivi i poli di potenza extra-europei e sempre più in declino l'Europa e la sua proiezione nordamericana, è quanto mai necessario per il Vecchio Continente agganciare a sé l'immenso spazio russo, spazio ricco di materie prime e di infrastrutture da modernizzare che in nessun modo va lasciato in esclusiva ad attori come la Cina, dinamica economicamente e demograficamente e già in grado di esercitare una grande influenza sull'area post-sovietica. Questa è la grande partita del XXI secolo, e questa partita l'Italia del governo Berlusconi la sta giocando in modo vincente. Il resto sono solo chiacchiere estive.

 

Il Grigiocrate

Notizie flash

La Nacion-lunedì 22 febbraio 2010  (Pag.4)

Così ha annunciato il governo delle Malvinas; lavoreranno su Ocean Guardian

-Mentre ieri il governo argentino stava negoziando in Messico un appoggio regionale alla petizione per discutere la sovranità delle Malvinas, la piattaforma petrolifera Ocean Guardian si preparava ad incominciare i lavori di esplorazione sul fondo marino delle acque che circondano le isole.
Così è stato dichiarato dall'Assemblea Legislativa delle Malvinas, che ha assicurato che "ci sono tutte le basi" necessarie per incominciare i lavori di ricerca del petrolio nascosto sotto le stesse acque che 28 anni furono teatro di una guerra.

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