Pubblicazioni

Il Nodo di Gordio

Oltre Lepanto

Festival della sicurezza

Festival della Sicurezza

Pergine Valsugana 17/18/19
Settembre 2010

OSCE

ORSAM


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
Russia-Bulgaria. La ripresa di una partnership storica PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 17 Novembre 2010 00:00

Fonte: Ragionpolitica.it (17.11.2010)
Autore: Andrea Forti

Dopo un periodo di stasi, o meglio di riassestamento, sembra ripartire la partnership energetica, politica ed economica fra Russia e Bulgaria, due nazioni che senza esagerazione alcuna potrebbero essere definite «sorelle», data la loro comune appartenenza all'area slavo-ortodossa e la loro singolare posizione di ponte eurasiatico, evidente per la Russia ma non meno per la Bulgaria, adiacente alla Turchia e agli stretti dei Dardanelli e del Bosforo.

La Bulgaria ha una lunga storia di vicinanza alla Russia, iniziata fin dall'indipendenza dall'impero ottomano, ottenuta nel 1878 con l'aiuto delle armate della Russia zarista, e proseguita persino durante la seconda guerra mondiale, quando il regime monarchico di Sofia fu l'unico dei governi filo-nazisti dell'Europa Orientale a non dichiarare guerra all'Unione Sovietica nel 1941 e a non partecipare all'invasione a fianco delle armate hitleriane (un favore che non fu ricambiato quando Stalin dichiarò guerra e invase il Paese balcanico nel 1944). Negli anni della Guerra Fredda il regime comunista di Sofia fu senz'altro il più fedele a Mosca. Il crollo del comunismo nel 1990 recise tuttavia il legame di ferro con Mosca (allentato già con il rifiuto del regime bulgaro di seguire le riforme gorbacheviane) e aprì la Bulgaria all'influenza euro-atlantica, confermata dall'ingresso di Sofia nella Nato nel 2004 e nell'Ue nel 2007.

Nonostante l'ingresso nella comunità euro-atlantica, non sono mai stati recisi i legami culturali, politici ma soprattutto economici fra i due Paesi slavofoni, come testimoniato dall'adesione della Bulgaria a progetti energetici a partecipazione russa come il gasdotto italo-russo South-Stream o la costruzione della centrale nucleare di Belene. Con la vittoria elettorale in Bulgaria, nell'estate del 2009, del partito di centrodestra GERB guidato da Bojko Borisov, l'attuale capo del governo, era sembrata prevalere una spinta di allontanamento dalla Russia, confermata dalla decisione del neo-eletto primo ministro di voler rinegoziare i termini economici e finanziari di tutti i progetti energetici con la Russia, dal gasdotto South Stream alla centrale nucleare di Belene all'oleodotto di raccordo Burgas-Alexandroupulos, un progetto greco-bulgaro-russo volto a far aggirare Bosforo e Dardanelli all'export petrolifero russo.

A dissipare i dubbi circa la solidità della partnership russo bulgara è stato il vertice bilaterale del 13 novembre scorso a Sofia fra il primo ministro Bojkov e l'omologo Putin, personaggi curiosamente uniti da non pochi tratti: entrambi «decisionisti», patriottici ma lontani dall'ultranazionalismo radicale così diffuso ad Est, praticanti arti marziali (judo il russo e karate l'omologo bulgaro) ed entrambi provenienti dagli apparati di sicurezza, il servizio segreto per Putin e le forze di polizia (e la security privata) per Borisov. Al di la delle affinità fra i due personaggi politici, dall'incontro di Sofia è emersa la volontà, da parte bulgara, di continuare sulla strada della costruzione del gasdotto South-Stream, mediante la costituzione di una joint venture fra Gazprom e la bulgara BEH, e della realizzazione della centrale nucleare di Belene, nella quale la Bulgaria vorrebbe coinvolgere però anche partner europei come la Gemania. La buona volontà di Sofia sembra essere stata apprezzata dalla Russia, che ha annunciato uno sconto sui prezzi del gas destinato alla Bulgaria.

Evidentemente il minacciato congelamento dei progetti energetici con la Russia da parte di Borisov serviva, come spesso accade, per alzare il prezzo della partecipazione bulgara, anche se si potrebbero ipotizzare anche ragioni più squisitamente di politica interna. Non è da escludere, infatti, che la nuova dirigenza bulgara abbia voluto azzerare la collaborazione energetica con Mosca per poi riavviarla strappando di mano ai socialisti (gli ex-comunisti) il redditizio, sia politicamente che economicamente, rapporto con Mosca.

 

Il Grigiocrate

Notizie flash

RT en español-noticias internacionales- 14 febbraio 2010

Il ministro degli affari esteri russo Sergéj Viktorovic Lavrov partirà da Mosca questo mercoledì per visitare Cuba, Nicaragua, Guatemala e Messico, ha informato il portavoce del Ministero degli Esteri.

Leggi tutto...

I nostri Social Network



Contatore

Utenti : 19
Contenuti : 579
Link web : 6
Tot. visite contenuti : 1354486