Pubblicazioni

Il Nodo di Gordio

Oltre Lepanto

Festival della sicurezza

Festival della Sicurezza

Pergine Valsugana 17/18/19
Settembre 2010

OSCE

ORSAM


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
Un Fondo più globale PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Lazzeri   
Sabato 01 Gennaio 2011 12:52

I Venti Grandi a livello mondiale, riunitisi la settimana scorsa a Gyeongju, in Corea, hanno affrontato con particolare attenzione il dossier più scottante sul tavolo del vertice: quello riguardante gli squilibri globali e la guerra valutaria che sta tenendo banco negli ultimi mesi.

Grazie alla politica di “quantitative easing”, l’immissione di ulteriore denaro fresco da parte della Federal Riserve in cambio dell’acquisto di titoli su mercato, il dollaro prosegue quella che appare come una caduta libera del cambio, rispetto alle altre valute. Le politiche monetarie dettate da Ben Bernanke, Presidente della Banca Centrale americana, mirano ad indebolire la valuta a stelle e strisce per incrementare il flusso delle esportazioni, rese più appetibili dal cambio favorevole.

La Cina dal canto suo, non accenna a voler intervenire, come più volte richiesto, non solo dall’Amministrazione Obama, sul cambio dello yuan, tenuto forzatamente svalutato per ragioni analoghe a quelle statunitensi. I flussi di capitali in direzione dei Paesi emergenti, inoltre, hanno indotto i governi di alcuni Stati ad introdurre regole per il controllo valutario e dazi all’importazione di capitali per evitare eccessive pressioni rialziste sulle rispettive monete nazionali.

Questo caos valutario globale ha indotto gli esponenti del G20 ad alcune riflessioni sulla necessità di rivedere gli accordi di Bretton Woods dove, nel 1944, si tracciò il perimetro di un sistema di regole finanziarie internazionali.
In particolare, si è dovuto affrontare il crescente peso assunto dalle nuove potenze emergenti, primi fra tutti quelli del Bric (Brasile, Russia, India e Cina), nell’economia mondiale. È in questo senso che il G20 ha investito il Fmi del mandato di mandato di rivedere le regole per evitare il perdurare degli squilibri internazionali sul mercato dei cambi, regole che partono dalla stessa composizione del Consiglio a 24 del Fondo. “Oggi è chiaramente la giornata del Fondo Monetario” ha dichiarato Dominique Strass-Kahn, Direttore Generale dell’FMI, commentando le proposte di revisione dei meccanismi di distribuzione dei seggi del board con sede a Washington.

Il progetto di assestamento dei diritti di voto in carico ai singoli Paesi si dovrebbe concludere entro l’autunno del 2012 ma l’indirizzo generale è già stato approvato. Si tratta della previsione di uno trasferimento del 6 per cento del potere di voto dai Paesi industrializzati agli Stati cosiddetti emergenti nel panorama economico mondiale. Questo spostamento, che farà fare un balzo in avanti alla Cina dal sesto al terso posto, ha trovato la disponibilità da parte europea ad accettato la cessione ai Paesi emergenti di due degli otto seggi che attualmente detiene all’interno del consiglio del Fondo.

L’Italia mantiene saldamente la sua posizione con un diritto di voto che, seppur leggermente assottigliato, si mantiene ancora sopra il 3 per cento e conferma la presenza di un suo seggio permanente. Con tutta probabilità, invece, saranno Belgio ed Olanda a doversi alternare per lasciar posto alle nuove tigri dell’economia internazionale in espansione. Medesima sorte toccherà anche a qualche altro Stato per evitare di intaccare le quote maggiori, saldamente in mano a Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Gran Bretagna ed Italia che, d’ora in poi, dovranno confrontarsi con le potenze del Bric, più giovani ed agguerrite.

 

Il Grigiocrate

Notizie flash

Florencia Pereira  LA NACION  04/07/2010

Il flagello del narcotraffico/una dura prova per il presidente Calderón
Sotto il fuoco, Il Messico si reca alle urne
Si eleggeranno i governatori di 12 stati in un un clima di violenza inedita, con assassinati politici attribuiti al crimine organizzato


CITTÀ DEL MESSICO- Candidati e funzionari assassinati, esecuzioni ordinate dai capi del narcotraffico, sparatoie, decapitazioni, fosse comuni. Così, in uno scenario di sanguinosi scontri tra i cartelli della droga, il Messico oggi andrà a votare per eleggere i governatori di 12 stati e autorita locali in altri due.

Leggi tutto...

I nostri Social Network



Contatore

Utenti : 73
Contenuti : 579
Link web : 6
Tot. visite contenuti : 1465776