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Settembre 2010

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Presentazione / Tavola rotonda: Ahmed Yassawi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 29 Novembre 2010 09:22
[Introduzione]
L’influsso che le credenze religiose preislamiche, legate prevalentemente a quel patrimonio spirituale paleo-asiatico contraddistinto da complessi magico-religiosi di tipo animisticosciamanico ma anche da elementi enomonoteistici, esercitarono sullo sviluppo delle caratteristiche, che si manifestarono a partire dall’epoca in cui visse Ahmed Yassawi in avanti è assolutamente fondamentale.

Padre della letteratura e del pensiero filosofico dell’attuale Kazakhstan lo si può, a ragion veduta, considerare il Dante Alighieri centrasiatico, o forse il San Francesco, visto che quest’ultimo fu mistico, asceta e nel contempo letterato. Un personaggio al quale sono attribuite facoltà prodigiose.

Ahmed Yassawi, si caratterizza per essere stato l’antesignano, nel mondo turco islamico, di un’embrionale Weltanschauung, sussunta in seguito alle categorie universali della metafisica della conoscenza che riguardano i presupposti stessi del pensiero filosofico: l’Io e la natura, la ierofania del divino e la sua esperienza quale fondamento del mondo fenomenico.


[Evento]


Mercoledì 1 dicembre ore ore 17.00
Palazzo Senatorio, Campidoglio - Roma

[Media]
Comunicato stampa
Ahmed Yesevi, fonte del pensiero sufi

[Foto]

 

[Partecipanti]
S.E. ALMAZ KHAMZAYEV
Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario del Kazakhstan in Italia

MARCO FERRAZZOLI
Capo Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerchi

GRAZIELLA GIANGIULIO
Caposervizio "Linea Quotidiano"

MASSIMILIANO AVOGADRI
Dipartimento di Studi sul Commercio Internazionale del Centro Studi "Vox Populi"

ERMANNO VISINTAINER
Presidente del Centro Studi "Vox Populi" e autore del volume

con il patrocinio de:
Ambasciata del Kazakhstan in Italia
Comune di Roma

sotto l'egida della Presidenza di turno dell'OCSE

[Evento su Facebook]
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[ Rassegna stampa ]
L'Adige - 04 gennaio 2011 / Yassawi, il poeta sufi kazako e il dialogo multiculturale
Linea - 5 gennaio 2011 / "L'OSCE guarda all'Eurasia"
Linea - 6 gennaio 2011 / "Uniti da un comune sentire"
Recensione della rivista Eurasia
Il Foglio - 23 marzo 2011 / Molti Tituli

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Marzo 2012 10:09
 

Il Grigiocrate

Notizie flash

Autore: Pietrangelo Buttafuoco
Fonte: Il Foglio

Come sanno morire i nostri nemici, nessuno. Come ha saputo morire il rais, armi in pugno, lo sapevano fare solo i nostri. Come a Bir el Gobi quando con onore, dignità e coraggio sorridevano alla morte. Fosse pure per fecondare l’Africa.

Sarà tutto tempo perso, dunque, sporcarne gli ultimi istanti, gravarne di dettagli i resoconti e anche quel disumano reportage sul volto fatto strame – tra sangue e calcinacci – non potrà spegnere il crepitare della mitraglia. Perché come ha saputo morire Muammar Gheddafi – così ridicolo, così pacchiano e così a noi ostile – come ha saputo farsi trovare, straziato come un Ettore, solo il più remoto degli eroi dimenticato nell’Ade l’ha saputo fare.


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