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Con tutti i posti che ci sono.. Cronache semiserie lungo la Transiberiana PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 12 Marzo 2010 07:43

Paolo Cagnan
Con tutti i posti che ci sono.. Cronache semiserie lungo la Transiberiana
Casa editrice: Vallecchi Editore
Pp. 208 - Euro 10,00

Transiberiana di contraddizioni
Nelle 87 città attraversate dalla famosa ferrovia miseria e decadenza si alternano a lusso sfrenato e opulenza
Un libro racconta le discordanti realtà disseminate tra Europa e Asia


"L’importante di un viaggio non è la meta ma il viaggio stesso".
Mentre sfoglio per la prima volta questo prezioso “taccuino da viaggio», risuona prepotentemente nella mia mente questo mantra che fa il paio con un’altra perla di saggezza dell’esploratrice francese Alexandra David-Néel «Chi viaggia senza incontrare l’altro non viaggia, si sposta».

La lettura avvincente del libro "Con tutti i posti che ci sono… Cronache semiserie lungo la Transiberiana", di Paolo Cagnan (Vallecchi Editore, pp.208 euro 10,00) non tradisce le
aspettative del lettore più esigente.
E la collana nella quale è inserito il volume, Off the road, consente l’immediata immedesimazione, attraverso lo sferragliare del treno, di un viaggio suggestivo alla scopersa di luoghi e persone tanto lontani eppure così vicini.


La Transiberiana è la ferrovia che attraversa l’Eurasia. Collega la Russia europea, con le sue grandi regioni industriali e la capitale russa. Percorre le regioni centrali della Siberia e quelle orientali fino a Vladivostok.

Una strada ferrata lunga 9.288,2 kilometri di rotaie, la più estesa del mondo.
Presentata per la prima volta all’Esposizione Universale di Parigi nel 1900, con il nome di Train Transibérien, rimane ancora il sogno nel cassetto degli appassionati alla ricerca di un’avventura “fuori dal tempo”, quello di perdersi negli spazi sterminati delle steppe siberiane.
Oggi è possibile effettuare anche un viaggo virtuale (www.google.ru/transsib) lungo tutta la tratta alla scoperta dei suggestivi paesaggi asiatici.
Un corsa della durata di sei giorni, con vista esclusiva dal finestrino in “alta definizione”.

Un viaggio per le 87 città attraversate dalla Transiberiana con la possibilità di “scendere” dal treno per visitare Mosca, il lago Bajkal o Vladivostok.
E sono proprio alcuni di questi i luoghi che Paolo Cagnan va a visitare durante il suo viaggio che non è esattamente una vacanza.

Da qui nasce, infatti, la domanda che apre il libro: «Con tutti i posti che ci sono, proprio in Siberia?». Già, il treno non è di certo il massimo della comodità, i paesaggi sono per lunghi chilometri identici a se stessi, monotoni al limite della noia, i pasti consumati sono un miscuglio di brodaglie e pietanze dalla non meglio precisata composizione. Ma poi, il piacere di incontri insoliti ed inattesi, la descrizione di territori piacevoli e di surreali località amene, per comprendere meglio la situazione attuale della Russia attraverso le parole dei suoi cittadini.

Tra miseria e povertà da un lato e il lusso sfrenato, l’opulenza dall’altro. Sono gli effetti indesiderati della perestroika, quel cambiamento che, con tutta probabilità, non si voleva così repentino. E, invece, un diluvio universale ha travolto non solo la Russia ma tutti i Paesi satelliti dell’ormai ex Unione Sovietica. Dissolta la cortina di ferro e, con essa, l’impianto basato sul socialismo reale, il modello iperliberista ha finito per sconvolgere il già fragile tessuto sociale di molti Paesi centroasiatici, smascherando la triste realtà di un’arretratezza, forzatamente celata all’Occidente per quasi un secolo.

Ma ancora le tappe a Novosibirsk, città dove, negli anni Venti, venne fucilato il Barone Roman Fiodorovic von Ungern-Sternberg che con un pugno di uomini arruolati nella sua “Divisone di Cavalleria Asiatica” tenne in scacco per anni la potente e sanguinaria armata della Rivoluzione bolscevica.

Il viaggio è anche questo: subire la delusione nel vedereUlan-Bator, anonima capitale mongola avvolta dal grigiore dei fumi industriali, ma anche farsi conquistare dalle sconfinate terre della Mongolia e dagli eredi di Gengis Khan.

E poi giù fino a Pechino, per tentare di scoprire cosa si cela dietro la grandezza della potenza emergente cinese.

Nonostante le numerose disavventure nel quale l’autore è incappato, anzi forse proprio per queste, leggendo le pagine del diario di Cagnan, si è presi da un’irrefrenabile voglia di viaggiare.
E le annotazioni presenti nel volume non tolgono affatto il gusto di scoprire da soli posti e persone.

Perché il viaggio è sempre un’esperienza individuale alla ricerca di sé.

Ultimo aggiornamento Lunedì 18 Luglio 2011 14:38
 

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