Pubblicazioni

Il Nodo di Gordio

Oltre Lepanto

Festival della sicurezza

Festival della Sicurezza

Pergine Valsugana 17/18/19
Settembre 2010

OSCE

ORSAM


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
“Ziya Gökalp giunse ad Ankara su invito di Atatürk” PDF Stampa E-mail
Scritto da Ermanno Visintainer   
Sabato 31 Ottobre 2009 09:31

“Ziya Gökalp giunse ad Ankara su invito di Atatürk”  e convinse la gente che Mustafa Kemal avrebbe ripulito la Turchia dagli invasori.

L’86º anniversario della fondazione della Repubblica turca, che ha visto le celebrazioni iniziate con una cerimonia all’Anıtkabir, il Mausoleo di Atatürk sito nel centro della capitale, il 20-10-09, ci inducono a pubblicare qualche cenno biografico sulla figura di uno dei suoi artefici più importanti: Ziya Gökalp


Elçin Qaliboğlu, in Xalq Cəbhəsi qəzeti online, un quotidiano azero, delinea i tratti salienti della biografia di Ziya Gökalp (1875- 1924), studioso e poeta nazionalista turco d’inizio secolo scorso che, a nostro avviso, si presta ad hoc, al fine di delineare e sintetizzare quel pensiero che, dalla nascita della Repubblica Turca fino ad oggi, ha caratterizzato il dibattito culturale e politico all’interno di questo paese. Egli fu il precursore, l’ispiratore, colui che preparò il terreno alle future riforme kemaliste. La sua concezione dell’Islam quindi fu tanto eterodossa da rasentare l’apostasia. Dell’Islam egli dice che è solo una delle componenti della cultura turca, ma non l’unica. In uno scritto preconizzò una religione nazionale in cui il Corano doveva essere recitato in turco (Yeni Hayat, La vita nuova, Istanbul 1918).

Nella misura in cui, Mustafa Kemal Atatürk è stato l’artefice delle realizzazioni politico-istituzionali della Turchia repubblicana, Ziya Gökalp ne fu il promotore e l’ideologo. Mustafa Kemal in un’occasione dichiarò: “Ziya è il nostro padre spirituale” (Hars ve Medeniyet, İstanbul 1995).

Gökalp fu un esegeta, un interprete acuto del pensiero occidentale, che metodologicamente rappresentò la premessa di tutte le sue formulazioni e le sue rielaborazioni. La sua conoscenza del pensiero filosofico europeo fu vasta e profonda, come dimostrano le innumerevoli comparazioni, i parallelismi e le formulazioni contenute nei suoi scritti. Egli mostrò la via della sua adozione senza rinnegare la propria identità.

Il turcologo italiano, Ettore Rossi di lui disse: “Ziya Gökalp ha cercato il fondamento di una nuova cultura” (Türkçülüğün esasları, İstanbul 1990).

Titolo originale: "Ziya Göyalp Ankaraya Atatürkün dəvəti ilə gəlib"O, insanları inandırırdı ki, Mustafa Kamal Türkiyəni işğalçılardan təmizləyəcək

Dal quotidiano: Xalq Cəbhəsi qəzeti online http://www.xalqcebhesi.az/news.php?id=3501

Nel precedente articolo abbiamo parlato di Ziya Göyalp, uno dei più insigni ideologi del nazionalismo turco, affrontando il periodo della sua infanzia, dei suoi studi adolescenziali e della sua giovinezza, ed ancora del triste epilogo di questi suoi primi slanci. Quindi del suo incontro con Alibey Hüseynzade quale esordio fondamentale per le sue ricerche in direzione della militanza nazionalista, delle sue attività a Salonicco ed infine del suo arrivo ad Istanbul.

Un ricercatore, il professor Aydın Abi Aydın ci riferisce che fra gli interessi massimamente graditi a Ziya Gökalp c’erano la storia, la spiritualità, l’etica, la lingua, la filosofia, la civiltà, la sociologia e la letteratura dei turchi: “Egli privilegiò la poesia popolare nazionalista e patriottica, un tipo di produzione letteraria attraverso cui poteva più facilmente raggiungere il popolo. Per veicolare, durante le conferenze, il proprio pensiero utilizzava questo tipo di poesia, una forma di componimento esclusivo e laconico, che Ziya Gökalp, a quanto pare, scelse intenzionalmente. Quest’arte gli evocava i modelli, i ritmi e gli schemi di un folklore lontano”.

D’altra parte il ricercatore, A. Abi Aydın inoltre, ci riferisce di alcuni retroscena caratterizzati da attacchi segreti e aperti contro Ziya Gökalp: “Attacchi che erano iniziati molto prima, durante i quali nemici esterni ed interni non avevano riguardo a denigrarlo ed insultarlo, cercando ad ogni modo il pretesto per farlo. In tali atti il ruolo di massoni, materialisti, socialisti e comunisti fu ingente.

Altri invece, ignari dell’entità dei suoi lavori, lo provocavano ed osteggiavano il suo pensiero, non comprendendo di essere nell’errore. In realtà però, il legame che i turchi e la Turchia avevano con il grande sociologo turco era profondo.

La prima guerra mondiale condusse la Turchia ad un infausto epilogo. In base all’intesa detta: l’inglorioso “Armistizio di Modros”, la Turchia dovette deporre le armi senza condizioni e trovare rifugio nel favore delle truppe della Triplice Intesa [1].

Nel paese la legalità, privata della sua autorità procedeva con fatica e sebbene gli Unionisti (membri del comitato per l’Unione e il Progresso) avessero abbandonato il paese, Ziya Gökalp respinse ogni proposta di fuga e continuò le sue lezioni all’Università di Istanbul ”. Ma il 30 gennaio 1919, fu rinchiuso in carcere per quattro mesi, quindi assieme a 67 altri compagni di disavventura, mandato in esilio sull’isola di Malta e, insieme con due internati, sottoposto a torture e privazioni.

Infine verso fine marzo del 1921, ottemperando alle convenzioni di “Scambio di prigionieri” stabilite dalla Conferenza di Londra e sottoscritte sia dal Consiglio Governativo Turco che dal Governo Inglese si giunse ad una soluzione del caso inerente alla liberazione di Ziya Gökalp e degli altri prigionieri esiliati a Malta. Tuttavia nonostante l’esilio, Ziya Gökalp rafforzò ulteriormente le proprie convinzioni perseverando nelle formulazioni nazionaliste. Quindi iniziò una strenua lotta per la liberazione della Patria turca assumendo le difese di Mustafa Kemal e i suoi sostenitori.

Fu persuaso e seppe persuadere la gente che Mustafa Kemal in breve tempo avrebbe allontanato gli invasori dalla Turchia.

In seguito ritornò a Diyarbakir (la città natale) dove intraprese un’opera meticolosa di rianimazione della comunità locale. Dinnanzi alla comunità organizzava quotidianamente pubbliche adunanze, durante le quali galvanizzava gli animi, inoltre teneva lezioni di letteratura, di storia e sociologia in tutte le scuole pubbliche, persino in quelle serali.

Nel marzo del 1923, Ziya Gökalp, su invito personale di Mustafa Kemal, il quale lo conosceva attraverso le sue opere e le sue attività, giunse ad Ankara.

Atatürk era al corrente della forza della sua penna e del suo grande talento. Conseguentemente all’incontro con Atatürk, Ziya Gökalp pubblicò un opuscolo intitolato “La Retta Via”, una classificazione essenziale, fornita di analisi ed esegesi riguardo ai nove principi del “Partito Popolare” che Atatürk desiderava creare.

Al suo arrivo ad Ankara, Ziya Gökalp fu insignito della carica di presidente della Commissione di Merito e Traduzione presso il Ministero dell’Educazione. Il Consiglio Nazionale lo scelse come deputato di Diyarbakir.

Egli aveva lavorato intensamente nel terrore e la sua attività accademica era vista come una cosa a sé stante. Ziya Gökalp conferiva una particolare attenzione alla nazionalizzazione dell’insegnamento. Temporaneamente lavorò come giornalista presso il Consiglio Nazionale Superiore della Turchia soprattutto al varo della Costituzione della Repubblica Turca, del “Codice Civile” e di altre leggi. Pertanto mediante proposte intelligenti e pregne di contenuti propri manifestò una grande attenzione verso il perfezionamento di queste leggi.

Nel 1923, Ziya Gökalp pubblicò i seguenti libri: "Türkçülüğün esasları" (I fondamenti del nazionalismo turco), "Altun ışık" (La luce aurea), "Türk töresi" (La tradizione turca) e molte altre opere. Subito dopo la schiacciante vittoria del movimento di liberazione nazionale di Atatürk si evidenziarono rapidamente diversi pareri inerenti alla realizzazione di una qualche entità statale e si ascoltarono i discorsi di vari illustri personaggi.

Il tema di uno di questi incontri, nell’agosto del 1923, fu: “Il sistema politico turco, dottrina e rivoluzioni”. Durante la conferenza Ziya Gökalp tenne un discorso sulla repubblica democratica. Ogni qualvolta Atatürk incontrava Gökalp si convinceva sempre di più della necessità di fondare in Turchia una repubblica basata sull’autorità nazionale.

Già prima della fondazione della Repubblica Turca, Ziya Gökalp attraverso libri e articoli, aveva divulgato i propri pensieri in merito alla sovranità nazionale, alla repubblica nonché a qualsiasi fondazione statale o nazionale a lui nota, appoggiandosi su criteri scientifici”.

Verso la fine del 23, era sofferente di nefrite e fu ricoverato agli inizi del 24, tuttavia, non essendo stato abbastanza attento alla malattia, si spense il 25 ottobre del 1924. Durante i suoi 48 anni di vita produsse opere incomparabili di divulgazione dell’essenza della turcità, e nella fattispecie, di realizzazione e sviluppo dell’ideologia nazionalista turca: “Consapevole dell’incombenza della sua malattia, a quanti contrastavano i suoi lavori, era solito dire: – Il mio tempo è limitato, la morte incombe – e intensificando gli sforzi, senza temere la morte al fine di realizzare la felicità futura del popolo, si sforzava di ricopiare per iscritto tutti i suoi pensieri.

Con il tempo furono pubblicati degli scritti riguardo alla sua figura. Il suo nome venne reso eterno. Si realizzò un istituto dedicato al suo nome. Su di lui si pubblicarono innumerevoli scritti ed anche le sue opere vennero divulgate. Ziya Gökalp fu una persona estremamente modesta. Non amava gli elogi. Se sapesse di essere ancora celebrato non permetterebbe che lo si facesse. Dovremmo esaltarlo in eterno, poiché egli, per la storia collettiva dei turchi, è stato una figura sublime. Egli è ancora vivo e vivrà in futuro. Le sue fulgide azioni illumineranno la via del patriottismo delle nuove generazioni”.

Elçin Qaliboğlu

[1] (1907) fu un patto fra le tre grandi potenze dell'epoca: Francia, Regno Unito e Russia.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Novembre 2009 12:56
 

Il Grigiocrate

Notizie flash

Uribe vuole calmare “los libres del sur”

 

Il Presidente colombiano è in visita nei paesi sud americani per spiegare l’uso da parte degli Stati Uniti delle basi militari in Colombia.
In una maratona per il Sud America che lo porterà in sette paesi in tre giorni, il presidente colombiano ha visitato Lima, ottenendo l’appoggio di Alan García per l’accordo di cooperazione militare tra Bogotá e Washington. Oggi lo riceverà Cristina Kirchner.

Leggi tutto...

I nostri Social Network



Contatore

Utenti : 9
Contenuti : 579
Link web : 6
Tot. visite contenuti : 1066085