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Lunedì 19 Ottobre 2009 17:10

BIOGRAFIA
Brunico 1907 - Trento 1999

L'ETERNITA' DI UN ARTISTA ( Daniele Lazzeri )

Della vita e dell’opera di un artista si possono scrivere molte cose. Dettagli curiosi o agiografie di vario genere. Nulla è però più vero, perché aderente al reale, di ciò che un uomo ha fatto, del suo vissuto, delle gioie e delle sofferenze che immancabilmente accompagnano la vita di ciascuno e che per disegno divino ne segnano il cammino.

Ecco perché proponiamo ai lettori di Vox Populi questo “Speciale Othmar Winkler”. Un autore che, nato nell’altoatesina Brunico nel 1907 e fin da subito costretto a scontrarsi con la dura vita perché abbandonato dal padre, compie nell’arco della sua esistenza numerosi viaggi. Si sposta ancora fanciullo a Velturno e torna di lì a poco a Bressanone, dove già nel 1923 espone alla libreria Athesia le sue prime opere.


La passione per i lavori manuali già dimostrata negli anni della scuola professionale per apprendisti di Ortisei spinge Winkler ad approfondire la sua vena artistica ed a trasferirsi per questo prima ad Acqui Terme e poi nel 1930 a Roma dove frequenta l’Accademia di Belle Arti.

Ma già nel ’31 appare la sua prima mostra presso il Circolo della stampa estera, esposizione peraltro visitata da Mussolini e Munoz. È l’inizio di un grande successo. Nel 1932 infatti Mussolini gli commissiona il suo ritratto realizzato a Palazzo Venezia e l’anno successivo viene allestita la Mostra a Villa Torlonia, evento organizzato dal Circolo dell’Urbe che raccoglie la nobiltà romana, e della quale appare un’impressionante raccolta stampa. Ma i viaggi di Winkler non finiscono nella città eterna perché lo stesso anno si trasferisce a Berlino dove esegue il ritratto di Goebbels e segue l’Accademia di Belle Arti tedesca.

Dopo un breve passaggio in Austria, a Vienna, nel ’35 rientra in Italia, dove esegue numerosi ritratti, tra cui quelli di Martinetti e Bottai. Ma la sua inquietudine lo porta già nel 1937, in occasione della sua terza mostra romana, a buttare i ritratti dalla finestra ed a riparare in Norvegia dove, dettaglio non secondario, ebbe l’occasione di conoscere il maestro Edvard Munch.

Anche per questo motivo, prendendo spunto dalla mostra attualmente allestita nel comune di Luserna ci siamo interessati ad un aspetto particolare dell’opera di Winkler: gli evidenti riferimenti alla mitologia nordica, illustrati da un apparato critico documentato ed unico nel suo genere fornito magistralmente dal prof. Claudio Tessaro de Weth e grazie alla preziosa collaborazione dell’Archivio Othmar Winkler di Trento.

Piuttosto che riprodurre il consueto compendio biografico, abbiamo dunque preferito ricordare la figura di questo grande autore ripercorrendo la sua storia personale ed artistica attraverso immagini, articoli d’epoca ed opere. Opere immortali come immortale è l’arte, senza tempo e senza spazio, perché è eterna.

Della vita e dell’opera di un artista si possono scrivere molte cose. Dettagli curiosi o agiografie di vario genere. Nulla è però più vero, perché aderente al reale, di ciò che un uomo ha fatto, del suo vissuto, delle gioie e delle sofferenze che immancabilmente accompagnano la vita di ciascuno e che per disegno divino ne segnano il cammino. Ecco perché proponiamo ai lettori di Vox Populi questo “Speciale Othmar Winkler”.

Un autore che, nato nell’altoatesina Brunico nel 1907 e fin da subito costretto a scontrarsi con la dura vita perché abbandonato dal padre, compie nell’arco della sua esistenza numerosi viaggi. Si sposta ancora fanciullo a Velturno e torna di lì a poco a Bressanone, dove già nel 1923 espone alla libreria Athesia le sue prime opere.

La passione per i lavori manuali già dimostrata negli anni della scuola professionale per apprendisti di Ortisei spinge Winkler ad approfondire la sua vena artistica ed a trasferirsi per questo prima ad Acqui Terme e poi nel 1930 a Roma dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Ma già nel ’31 appare la sua prima mostra presso il Circolo della stampa estera, esposizione peraltro visitata da Mussolini e Munoz. È l’inizio di un grande successo.

Nel 1932 infatti Mussolini gli commissiona il suo ritratto realizzato a Palazzo Venezia e l’anno successivo viene allestita la Mostra a Villa Torlonia, evento organizzato dal Circolo dell’Urbe che raccoglie la nobiltà romana, e della quale appare un’impressionante raccolta stampa. Ma i viaggi di Winkler non finiscono nella città eterna perché lo stesso anno si trasferisce a Berlino dove esegue il ritratto di Goebbels e segue l’Accademia di Belle Arti tedesca.

Dopo un breve passaggio in Austria, a Vienna, nel ’35 rientra in Italia, dove esegue numerosi ritratti, tra cui quelli di Martinetti e Bottai. Ma la sua inquietudine lo porta già nel 1937, in occasione della sua terza mostra romana, a buttare i ritratti dalla finestra ed a riparare in Norvegia dove, dettaglio non secondario, ebbe l’occasione di conoscere il maestro Edvard Munch.

Anche per questo motivo, prendendo spunto dalla mostra attualmente allestita nel comune di Luserna ci siamo interessati ad un aspetto particolare dell’opera di Winkler: gli evidenti riferimenti alla mitologia nordica, illustrati da un apparato critico documentato ed unico nel suo genere fornito magistralmente dal prof. Claudio Tessaro de Weth e grazie alla preziosa collaborazione dell’Archivio Othmar Winkler di Trento.

Piuttosto che riprodurre il consueto compendio biografico, abbiamo dunque preferito ricordare la figura di questo grande autore ripercorrendo la sua storia personale ed artistica attraverso immagini, articoli d’epoca ed opere. Opere immortali come immortale è l’arte, senza tempo e senza spazio, perché è eterna.

Della vita e dell’opera di un artista si possono scrivere molte cose. Dettagli curiosi o agiografie di vario genere. Nulla è però più vero, perché aderente al reale, di ciò che un uomo ha fatto, del suo vissuto, delle gioie e delle sofferenze che immancabilmente accompagnano la vita di ciascuno e che per disegno divino ne segnano il cammino. Ecco perché proponiamo ai lettori di Vox Populi questo “Speciale Othmar Winkler”.

Un autore che, nato nell’altoatesina Brunico nel 1907 e fin da subito costretto a scontrarsi con la dura vita perché abbandonato dal padre, compie nell’arco della sua esistenza numerosi viaggi. Si sposta ancora fanciullo a Velturno e torna di lì a poco a Bressanone, dove già nel 1923 espone alla libreria Athesia le sue prime opere.

La passione per i lavori manuali già dimostrata negli anni della scuola professionale per apprendisti di Ortisei spinge Winkler ad approfondire la sua vena artistica ed a trasferirsi per questo prima ad Acqui Terme e poi nel 1930 a Roma dove frequenta l’Accademia di Belle Arti.

Ma già nel ’31 appare la sua prima mostra presso il Circolo della stampa estera, esposizione peraltro visitata da Mussolini e Munoz. È l’inizio di un grande successo. Nel 1932 infatti Mussolini gli commissiona il suo ritratto realizzato a Palazzo Venezia e l’anno successivo viene allestita la Mostra a Villa Torlonia, evento organizzato dal Circolo dell’Urbe che raccoglie la nobiltà romana, e della quale appare un’impressionante raccolta stampa. Ma i viaggi di Winkler non finiscono nella città eterna perché lo stesso anno si trasferisce a Berlino dove esegue il ritratto di Goebbels e segue l’Accademia di Belle Arti tedesca. Dopo un breve passaggio in Austria, a Vienna, nel ’35 rientra in Italia, dove esegue numerosi ritratti, tra cui quelli di Martinetti e Bottai.

Ma la sua inquietudine lo porta già nel 1937, in occasione della sua terza mostra romana, a buttare i ritratti dalla finestra ed a riparare in Norvegia dove, dettaglio non secondario, ebbe l’occasione di conoscere il maestro Edvard Munch.

Anche per questo motivo, prendendo spunto dalla mostra attualmente allestita nel comune di Luserna ci siamo interessati ad un aspetto particolare dell’opera di Winkler: gli evidenti riferimenti alla mitologia nordica, illustrati da un apparato critico documentato ed unico nel suo genere fornito magistralmente dal prof. Claudio Tessaro de Weth e grazie alla preziosa collaborazione dell’Archivio Othmar Winkler di Trento.
Piuttosto che riprodurre il consueto compendio biografico, abbiamo dunque preferito ricordare la figura di questo grande autore ripercorrendo la sua storia personale ed artistica attraverso immagini, articoli d’epoca ed opere. Opere immortali come immortale è l’arte, senza tempo e senza spazio, perché è eterna.

[ Speciale su Vox Populi n° 3 ]
[ Articolo su Vox Populi n° 10 ]

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Ottobre 2009 17:44
 

Il Grigiocrate

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Fonte: ArchiovioStorico.info

La Turchia e i suoi vicini. Intervista con Ermanno Visintainer
a cura di Francesco Algisi

Ermanno Visintainer, nato a Trento nel 1961, ha conseguito la laurea (Summa cum laude) in Lingue e Letterature Orientali, presso l'Università Ca' Foscari di Venezia nel 1998. Relatore in convegni internazionali in Turchia e in Kazakhstan, presso l'Università Eurasiatica "Lev Gumilëv" di Astana, ha pubblicato numerosi articoli inerenti alla turcologia e alla geopolitica su Linea Quotidiano, Officina, Il Borghese e su altre riviste. Membro dell'ASTREA (Associazione di Studi e Ricerche Euro-Asiatiche), è cofondatore e Presidente del Centro Studi "Vox Populi" per il quale ha partecipato alla stesura dei seguenti volumi: Imperi delle steppe - da Attila a Ungern Khan, con la pubblicazione Continuità epica nelle letterature della Mongolia: dalle Epigrafi dell'Orkhon alla Storia Segreta dei Mongoli (2008); Porte d'Eurasia con uno scritto dal titolo Il modello islamico turco, l'Europa e il grande gioco delle fonti energetiche (2009); La profondità strategica turca nel pensiero di Ahmet Davutoğlu con il saggio Le premesse filosofiche della “Profondità Strategica” di Ahmet Davutoğlu (2011). Nel 2010 ha realizzato la monografia Ahmed Yassawi: sciamano, sufi e letterato kazako.

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