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Trasmissioni dal Faro - 6 gennaio 2013 / A.M.Farabbi: Francesco Roat sulle tracce di Robert Walser PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 06 Gennaio 2013 08:54

Fonte: Cartesensibili.wordpress.com

Non sempre, la qualità dell’opera coincide con la qualità della persona che l’ha creata. Insisto, come gesto spirituale, politico, sociale, prima ancora che letterario, nel proporre luce su individualità che testimoniano interezza tra il fare intellettuale e artistico e la propria interiorità. Attraverso questa intervista, incontriamo parole asciutte, limpide, di una serenità piena che non conosce ostentazione né febbre autoreferenziale: la voce di Francesco Roat sparge l’eccellenza di Walser con sentimento e colta proprietà. Colgo ancora un’occasione, dopo altre in passato, per approfondire l’officina scrittoria di Roat, nella sua lunga e riconosciuta tessitura narrativa e saggistica, mentre nelle sue risposte si apre lo straordinario paesaggio della personalità e dell’opera di Robert Walser.
Ancora una volta una piccola case editrice, come Vox Populi, malgrado ogni sofferenza economica e scarsa distribuzione, riesce a far nascere un segno importante.
Ancora una volta, io lettrice, ringrazio la generosità di uno scrittore intenso e rigoroso, come Francesco Roat, che dona il proprio ricco contributo alla piccola editoria.

. INTERVISTA .

1) Quando e perché è nato il tuo desiderio di scegliere l’opera di Robert Walser per farne oggetto di studio, in un lavoro poi che ti ha impegnato così tanto?

Come sempre –­­­ per quel che mi riguarda, quantomeno,­ s’è trattato di un innamoramento. In modo simile al mio saggio precedente su Rilke e le sue splendide “Elegie Duinesi”, ciò che mi ha spinto a scrivere su Walser proviene da un’attrazione fatale nei confronti dei suoi testi. Insomma, mi sono imbattuto in primo luogo nei romanzi della cosiddetta trilogia berlinese e poi nelle sue poesie (non dimentichiamoci, infatti, che questo autore era anche un poeta, un vero poeta) ed è stato un colpo di fulmine. Perciò invito senz’altro i lettori che ancora non conoscano questo grande scrittore di lingua tedesca a prendere in mano un qualunque libro di Walser; credo non ne saranno delusi. Robert, infine, oltre che profondo per quanto concerne l’ambito spirituale, è un affascinante fabulatore. La sua prosa è lieve ma al contempo intensa; chiarissima ma densa di riflessioni; poeticissima infine per la magia di immagini e metafore. Provare per credere.

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Il Grigiocrate

Notizie flash

Autore: Pietrangelo Buttafuoco
Fonte: Il Foglio

Come sanno morire i nostri nemici, nessuno. Come ha saputo morire il rais, armi in pugno, lo sapevano fare solo i nostri. Come a Bir el Gobi quando con onore, dignità e coraggio sorridevano alla morte. Fosse pure per fecondare l’Africa.

Sarà tutto tempo perso, dunque, sporcarne gli ultimi istanti, gravarne di dettagli i resoconti e anche quel disumano reportage sul volto fatto strame – tra sangue e calcinacci – non potrà spegnere il crepitare della mitraglia. Perché come ha saputo morire Muammar Gheddafi – così ridicolo, così pacchiano e così a noi ostile – come ha saputo farsi trovare, straziato come un Ettore, solo il più remoto degli eroi dimenticato nell’Ade l’ha saputo fare.


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