Pubblicazioni

Il Nodo di Gordio

Oltre Lepanto

Festival della sicurezza

Festival della Sicurezza

Pergine Valsugana 17/18/19
Settembre 2010

OSCE

ORSAM


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
Simona Turra PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 12 Ottobre 2009 17:25

BIOGRAFIA
Simone Turra vive e lavora a Primiero, in provincia di Trento. In Trentino, all'Istituto d'Arte di Pozza di Fassa, ha mosso i primi passi nel mondo delle arti figurative, per poi conseguire il diploma all'Accademia di Belle Arti di Brera nel 1992.

 

 

 

IL PASSO E LA RADICE. La poetica scultorea delle opere lignee di Simone Turra
di Paolo Ferrari - comparso su Vox Populi n.° 7

Il costante dialogo tra figura umana ed elemento vegetale, il fitto reticolo di nessi simbolici e soluzioni formali che si dispiega tra i due, è il tema agente della ricerca formale del Turra. Già in "Comparazione2" del 1997 (legno policromo) l'artista organizzava, nella complessità di piani netti e luminescenti, l'indicazione in divenire della sua tematica creativa. Sfuggenti l'ortogonalità in un sistema di tensioni ellittiche e policentriche, i quattro elementi compenetranti ("comparazione" come "compenetrazione"?) si saldano ad un fulcro di equilibrio che sembra radicato in profondità terragne, eppure evocato ad una superficie di connessioni problematiche, drammatiche, implicanti la presenza-assenza della verticalità, dell'altezza che è ragione di un divenire umano, vegetale, relazionale. Dell'anno precedente è "Comparazione1" (bronzo), opera in cui sembrano rovesciati i termini del rapporto formale-simbolico intrinseco in "Comparazione2".

In "Comparazione1", infatti, la verticalità si esprime come slancio e dinamismo che riduce ad "appoggio" la pesante adesione, l'equilibrio di fulcro penetrante e profondo espresso dall'opera a questa successiva, negando il radicamento a favore di un equilibrio di superficie, mentre, in verticale, si svolge un gioco alterno di distacco e coesione. E nello slancio in altezza appare più sottile ed ambiguo il rapporto individualità-dualità, a seconda che lo sguardo e l'intelligenza si soffermino all'umano o al vegetale, ad un incedere sinuoso, oscillante ma stabile, o ad uno stare agitato, ma più da distinti moti vegetativi interni che da soffi di aure circostanti.

E se l'incedere è quello, ripensato, della piccola figura in bronzo del 1995, l'oscillante stabilità di "Comparazione1" germina nei "pilastri viventi" di "Omaggio a Piero della Francesca" (2001, legno 60 cm h) con un salto temporale di ben quattro anni. Qui è il ritmo degli elementi a sostenere la rete di relazioni complicata dalla molteplicità, ma raccordata ad una matrice unitaria di originarietà, una base che è superficie, ma soprattutto estensione: dispiegamento in orizzontale, acquietamento, dell'equilibrio fremente della corrente ritmica di linee, volumi, piani, alla quale è sovrapposta, o interna, quella dei chiaroscuri e dei cromatismi.

Il "San Sebastiano" del 2002 è poi già presente in quest'opera, perché riveste di un contenuto iconografico il simbolo dell'incontro e della simbiosi, e nel contempo di una fatale divergenza, tra l'incedere umano e il radicamento vegetale, atti che si contendono, in ambiguità, divenire e processo.

Il "San Sebastiano" di Turra non è però solo pretesto per rivestire di evidenza aneddotica un tema simbolico-formale caro all'artista; rappresenta forse una scelta, certamente la fatalità di un convergere di quel tema nella grande corrente simbolica della tradizione cristiana, della quale coglie però un senso profondo, anteriore alla narrazione, sebbene sottesa a quella. L'uomo trafitto o crocifisso al legno è l'ambivalente emblema di un vincolo esistenziale indissolubile tra il cammino umano nel mondo, il procedere in orizzontale cercando spazio per i propri passi, e la crescita e lo slancio vegetale, che ci vincola al radicamento della verticalità.

Il "San Sebastiano" è dunque un'opera inclusiva anche di quei temi simbolico-formali incontrati in "Comparazione1" e "Comparazione2", a dimostrazione di una significativa continuità e coerenza tematica nel corso degli anni. Della prima opera, infatti, il "San Sebastiano" sviluppa il tema della relazione tra elementi verticali, dello slancio distinto che nella crescita s'approssima alla simbiosi; della seconda conserva la solidità dell'adesione alla superficie orizzontale dei due elementi, l'umano e il vegetale.

Se il "San Sebastiano" di Turra rappresenta il vincolo sacrificale che rende possibile e necessaria la crescita di uomo e legno, e il compiersi della relazione tra i due, in “Ermione” (legno policromo h 205cm) si celebra invece non più il vincolo, almeno apparentemente, ma uno stare l'uno all'altro accanto, aderendo con identica forza alla stessa base, scaturendo da un uguale sostrato, ma per crescere vicini cedendo per consonanza l'uno all'altro i gesti liberatori ed interroganti dell'apertura al mondo d'intorno, del cammino che la figura fiorente al di fuori dela ieraticità del "San Sebastiano" accenna nell'intenzione di un passo, ancora, o forse per sempre, vincolato dall'apertura contradditoria delle braccia, in un gesto che, da una parte, indica e saluta, ma dall'altra è orizzontalità di rami e di croce, debitrice alla sinuosa ascesa del tronco.
Il varco nella verticale del tronco introduce poi il cenno ad una possibile genesi della figura liberata nello spazio aperto, forse scaturente da quel divenire in altezza, come da un grembo che genera l'individualità figurativo-simbolica della figura umana, in un processo continuo e cangiante. Il varco come matrice verticale, processuale, diveniente, dialoga con l' orizzontalità della base, che è terra e quindi essa stessa matrice, ma di un divenire unitario e definitivo, dettato per sempre, fatale e vincolante.

OPERE - Cliccare per ingradire
Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Ottobre 2009 19:06
 

Il Grigiocrate

Notizie flash

Fonte: Linea Quotidiano Nazionalpopolare (19.01.2010)

La Presidenza dell’OSCE può essere un’altra occasione di rinnovamento
Il Kazakistan è il primo Paese a maggioranza musulmana a guidare la spesso dimenticata Organizzazione di Vienna


Dal primo giorno del mese corrente il Kazakistan ha assunto la presidenza di turno dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), nata come CSCE nel 1973 e principale organismo internazionale per la difesa di diritti umani. Un traguardo importante e ambizioso, un passo in avanti la cui emblematicità non è di poco conto per questo Paese rappresentativo dell’intera compagine turcofona ed eurasiatica, nonché crocevia nevralgico fra l’Est e l’Ovest del mondo. Un altro primato conseguito dal Kazakistan, attraverso il conseguimento di questa Presidenza, è quello di essere la prima fra le ex Repubbliche sovietiche ad assumere questo ruolo di guida alla testa delle 56 nazioni rappresentate dall’OSCE, nonché la prima fra le nazioni in cui la fede dominante è quella islamica.

Leggi tutto...

I nostri Social Network



Contatore

Utenti : 73
Contenuti : 579
Link web : 6
Tot. visite contenuti : 1465285