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L’Argentina firmò un “SWAP” con la Cina PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 18 Maggio 2009 15:10

La banca centrale ha notato che lo scambio di valuta toglie l’esclusività del dollaro nella “city”.

In caso di scarsa liquidità, il nostro paese si assicura continuando a ricevere merce cinese.

La Banca Centrale della Repubblica Argentina e la Banca Popolare Cinese hanno stretto un preaccordo per non impiegare il dollaro come valuta di interscambio commerciale tra i due paesi, per quanto riguarda transizioni economiche fino a 10000 milioni di divisa statunitense, iniziativa denominata come swap.

Questo secondo fonti della Banca Centrale, le quali assicurano che grazie a questo accordo diminuirà la pressione del dollaro sulla piazza locale e che il convegno segna un nuovo cammino nel commercio internazionale.

“L’importante è che si stanno muovendo i primi passi perché il dollaro non sia la valuta esclusiva di interscambio. Fatto altresì importante è che l’Argentina finora è l’unico paese latino-americano al quale la Cina ha concesso un accordo di questo tipo.”, assicurò un funzionario dell’autorità monetaria. Altre fonti hanno precisato che l’intesa ufficializzata ieri a Medellin durante l’assemblea annuale del”Banco Interamericano del Desarrollo” (banca interamericana dello sviluppo)-(BID), punta a “garantire l’accesso a valuta internazionale in caso di un’eventuale  scarsezza di liquidità” e “punta a rafforzare la fiducia e la percezione di solidità della quale oggi gode l’Argentina all’estero”.

Uno swap di valuta è un’operazione di scambio per il quale ogni parte accede alla divisa dell’altra consegnando in cambio una somma equivalente della propria valuta. In questo caso l’Argentina potrà accedere, nel caso in cui lo ritenga necessario ad un massimo di 70000 milioini di yen depositando una contropartita in valuta equivalente in pesos (circa 37000 milioni).

Domenica si sono riuniti a Medellin il presidente della Banca Centrale Cinese, Zhou Xiaochouan e il presidente della Banca Centrale Argentina, Martin Redrado. Le fonti hanno segnalato che “il periodo dell’accordo sarebbe inizialmente di tre anni e potrebbe estendersi ulteriormente in caso di rinnovata intesa. A scadenza, l’operazione devrebbe invertirsi. È un tipo di accordo di contingenza che contempla una provvista di liquidità nella valuta dell’altro paese soltanto quando è realmente necessario”. In questo modo, la Banca Centrale ha a disposizione liquidità, senza che sia necessario utilizzarla. Inoltre nessuna delle due parti paga un costo o tasso d’interesse finché la somma  in valuta dell’altro paese non sarà utilizzata.

Le fonti della Banca Centrale ricordano che vista l’attuale crisi finanziaria mondiale, negli ultimi mesi si sono adottate una serie di iniziative bilaterali tra diverse banche centrali, per garantire l’acceso a valuta internazionale in caso di scarsa liquidità. Per esempio si citano accordi firmati tra banche di paesi sviluppati ( esempio, Federal Reserve con la Banca Centrale Europea, la Banca Centrale Inglese e la Banca Centrale Giapponese).

La stessa Banca Popolare Cinese, la quarta banca centrale al mondo per importanza ha già effettuato accordi con dieci paesi dell’associazione tra nazioni del sud-est asiatico (ASEAN), per ricordarne alcuni tra i più importanti , con la Banca Centrale della Corea del Sud, la Malesia e l’Indonesia.

Martin Redrado presidente della banca centrale ricorda che lo yen attualmente “è una delle valute forti del mercato finanziario e che godrà di sempre maggior liquidità nel mercato internazionale.

Più denaro

Il ministro dell’economia, Carlos Fernàndez, ha chiesto difronte all’assemblea del Banco Interamericano del Desarrollo (BID) che gli organismi multilaterali di credito offrano maggiore assistenza finanziaria ai paesi emergenti, per aiutarli ad affrontare una crisi finanziaria che ha avuto origine nei paesi centrali.

 

Il Grigiocrate

Notizie flash

Autrice: Enkhmaa Enkhbat

Su invito del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il giorno 17 del mese corrente, si è svolta la visita ufficiale del Presidente della Mongolia Elbegdorj Tsakhia presso il Palazzo del Quirinale.
Dopo la cerimonia di benvenuto, i due Presidenti hanno dato il via alla riunione. All’inizio Ts. Elbegdorj si è rivolto a Napolitano ed a tutti i presenti pronunciando le seguenti parole:

“Auspico  che si pervenga ad uno sviluppo proficuo nelle relazioni fra nostri due Paesi”. “Le relazioni tra Italia e Mongolia risalgono a molti secoli fa allorché gli antenati di entrambe le nazioni erano detentrici di imperi grandiosi. Esistono testimonianze di rapporti avvenuti nel XVII secolo fra cattolici romani e noi mongoli, quindi memorie e documenti, lasciatici da questi che sono stati conservati come tesori del nostro Paese”.
Quindi proseguendo con l’economia: “Anche oggi, attraverso questa mia visita, ci accingiamo a sottoscrivere dei documenti che segneranno la storia. È nostro intento sviluppare la collaborazione tra i nostri due Paesi in tutti i possibili settori dell’economia, soprattutto quello dell’agricoltura, dell’allevamento, della lana, del cashmere e della pelle. La Mongolia ha interesse ad esportare nel mondo prodotti di cashmere e di pelle realizzati mediante la tecnologia ed il design italiani. Vorrei ringraziare il Governo italiano che col fondo di fiducia ci ha permesso di raggiungere un grande successo nel settore della carne. E confermo la nostra intenzione a portare avanti questo progetto in futuro.”

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