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EconomiaItaliana.it - 13 agosto 2012 / Le gioiose interviste di Monti e la tragedia dell'economia PDF Stampa E-mail
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Lunedì 13 Agosto 2012 00:00

Fonte: http://www.economiaitaliana.it/it/articolo.php?LT=PRIMA&ID=4704
Autore: Sandro Vacchi

Sarà doppiogiochismo o schizofrenia? Non sta certo bene sospettare, dell'uno come dell'altra, un uomo della levatura di Mario Monti, il Grigiocrate che da novembre siede a Palazzo Chigi su mandato di nessun elettore, messo lì da Giorgio Napolitano come un "dictator" di epoca romana; piazzato in quel posto per la sua serietà, preparazione, modestia e - va da sé - sobrietà, dopo anni di Silvio Berlusconi, da mezz'Italia sputtanato e detestato, ma dall'altra mezza osannato, ammirato e - soprattutto - votato.
La differenza è tutta qui: il Caimano hanno cercato di farlo saltare in mille e uno modi e con cento e più processi, ma a governare ce l'avevano mandato gli italiani, i quali non possono essere fessi e beceri solamente quando non votano per la Razza Superiore che tutto sa, tutto prevede, tutto vorrebbe pensare anche in vece degli altri, ma, ahilei, spesso lo prende in quel posto da quei zuzzerelloni degli italiani.


Ecco, quando il popolo si fa beffe di partiti rugginosi e di istituzioni decrepite e manda al governo un imprenditore che si è fatto un partito appena tre mesi prima, è chiaro che i partiti non ci capiscono più niente, nemmeno di essere decotti, e cominciano da subito a studiare il modo di liberarsi dell'intruso. Elezioni? Procure della Repubblica? Indagini su indagini? Polpette avvelenate? Sospetti di ogni tipo? Mignotte e puttanelle a carrettate? Niente da fare, c'è voluto un mezzo golpe (per carità, democratico!) imposto dai tedeschi per farlo saltare. Elezioni, come previsto dalla Costituzione tanto adorata quanto fa comodo? Col cavolo! Avrebbe rischiato di rivincere lui: così re Giorgio ha fatto quanto nel luglio del '43 fece re Vittorio Emanuele III, mandando Badoglio al posto del Mascellone di Predappio.
Può anche darsi che la situazione sia tanto deteriorata da richiedere atti del genere, ma non credo proprio. Fatto sta che in certi casi, chissà perché, ci sono sempre di mezzo i tedeschi. Che questa volta hanno individuato nel superburocrate di Eurolandia, da almeno dieci anni una "riserva" della Repubblica, la carta ideale da giocarsi per tenere strette le briglie sull'Italia di Berlusconi che alla Merkel, ohibò!, faceva invece cucù da dietro i lampioni. Nessuno al mondo come il Cavaliere, poi, è in grado di cavalcare, oltre che di prevedere e sfruttare, i sentimenti popolari, che sono da mesi sempre più inconfondibilmente antieuropeistici, e soprattutto anti euro. Chiaro il rischio che Berlino e Bruxelles non hanno voluto assolutamente correre?
Bene, torniamo al Grigiocrate, maestro di gaffes non meno di chi l'ha preceduto. Alla vigilia degli Europei di calcio ti va a proporre di sospendere il campionato per tre anni, che, in Italia, sarebbe come staccare la spina a un moribondo. Poi comincia con un colpo al cerchio e uno alla botte: quando è all'estero decanta piani di austerità, misure di crescita e di rilancio che senz'altro - e naturalmente per merito suo - faranno ripartire l'Italia, altrettanto naturalmente rovinata dal Berlusca; quando rientra in patria scuote la testa, dice che così proprio non va, che l'Europa si tappa il naso quando ci vede, pianta un altro po' di tasse e manda la sua fida Elsa Fornero dappertutto a far danni.
Allo "Spiegel" si dice preoccupato del risentimento del Parlamento italiano contro l'euro e i tedeschi, che già si fidano quasi niente di noi e pensate come la prendono bene. Per inciso, se fosse vero, significherebbe che i nostri parlamentari almeno non starebbero sulle loro ricche poltrone solo per battere i tacchi agli ordini di Berlino. Fatto sta che, dieci giorni prima, lo stesso Monti aveva accusato la Germania di aver violato il patto di stabilità. E dove l'aveva fatto? Alla Camera. Della quale deve avere ben scarsa considerazione, visto quanto le propina e quanto dice di pensarne a un giornale tedesco: d'altronde, lui in Parlamento non è entrato per elezione e se ne fa un baffo.
Piovono critiche? E' abilissimo nelle sterzate e dice che assolutamente mai intendeva mettere in discussione l'autonomia del Parlamento. Però - perché lui ha sempre un però - servirebbe più flessibilità. Che vuol dire di tutto: interpretatelo voi a piacimento.
Passano due giorni appena e il Professore ci ricasca come una pera, con quei furfanti di giornalisti, nientemeno che sul "Wall Street Journal", che per un economista come lui è una specie di Vangelo di San Marco. "Se il precedente governo fosse ancora in carica - dichiara - oggi lo spread fra titoli italiani e titoli tedeschi sarebbe di 1200 punti."
Una bastonata a tradimento e di notte sulla capa pelata del Berlusca, che peraltro lo appoggia in Parlamento. E anche una autoincensatura coi fiocchi, come a dire che l'Italia la sta salvando lui. Ovvio che il PDL insorga come un sol uomo, e lui, il Monti? "Lungi da me ogni intenzione polemica. La mia è solo una stima." Insomma, che abbia capito male l'intervistatore? In fondo non è sempre colpa dei giornalisti? Fate voi anche in questo caso, ma con una piccola avvertenza: da sempre e dappertutto i politici dichiarano una cosa a botta calda, un concetto che gli frigge la lingua, i giornalisti scrivono e loro smentiscono, li chiamano pennivendoli e si profondono in scuse con la parte offesa. Sempre, o quasi.
Al di là delle rancorose stime montiane sui balzi dello spread, i numeri sono numeri, cantano, e quelli sulla sua economia cantano molto stonati. Nel secondo trimestre dell'anno il Prodotto interno lordo italiano è precipitato del 2,5 per cento; la produzione industriale è in caduta libera dell'8,2 per cento in un anno, con una punta del 22,5 per le auto che la dice lunga sulla volontà del gruppo Fiat di rimanere davvero in Italia; lo spread, cioè il differenziale fra titoli di Stato italiani e tedeschi, era di trecento punti un anno fa ed era salito a 450 al momento delle dimissioni di Berlusconi. A quanto è oggi? Sempre a cavallo di 450 punti, come a dire che nulla è cambiato. In compenso, la Borsa scende come uno slittino, le tasse salgono come una cordata di alpinisti, gli italiani sono inchiodati a casa anche in agosto, alberghi e ristoranti piangono, chi ha la barca fugge all'estero, i pensionati ormai si sparano (alcuni lo fanno davvero) e chi sperava nell'agognata pensione recita di continuo novene in cui ricorre la parola "Fornero". Come dite? Non sono novene?
Allora, doppiogiochista o schizofrenico, il Professore prestato alla politica? "Nelle sedi europee si fa alfiere di una politica neokeynesiana, perché è quella che invoca l'intervento della Banca Centrale Europea e del Fondo salvastati; poi però, a casa sua, pratica una politica opposta, di austerità estrema, che in un momento storico di depressione acuta ci sta portando verso una recessione di lungo termine." Lo afferma Giulio Sapelli, storico dell'economia all'Università Statale di Milano, quindi collega del premier.
Sapelli fa dipendere buona parte della politica, anche quella economica, del mondo, dall'esito della lotta per la presidenza negli Stati Uniti. Si voterà a fine anno, mentre in Italia le politiche ci saranno (meglio: dovrebbero esserci, visti i chiari di luna) la prossima primavera, così come l'elezione del successore di Napolitano. Ci sbaglieremo, ma volete scommettere che le cose appariranno molto più chiare quando saranno state assegnate tutte le poltrone, compresa quella della Cancelliera di ferro mal sopportata perfino in Germania? Nel nostro piccolo, nell'Italietta, volete ancora scommettere che il professor Monti non è né doppiogiochista (almeno in senso stretto), né tantomeno schizofrenico, ma invece è un furbo patentato che ha cominciato a conoscere benissimo i suoi polli e che dalla politica sa di poter trarre vantaggi soltanto sognati dall'altro professore, sempre di economia, che l'ha preceduto, vale a dire Romano Prodi? Lui, per il momento, il sedere al caldo per il resto dei suoi giorni già ce l'ha con lo scranno a vita di senatore: ma si è mai visto? Cos'aveva fatto per meritarselo? Domande ingenue. Cosa avrebbe dovuto fare, piuttosto: il lavoro sporco che nessun politico si sarebbe sobbarcato, con un premio finale che si chiama Quirinale.
E mentre lui si fa confezionare una bella grisaglia per il giuramento? Beh, intanto la BCE potrebbe stampare moneta. "Cos'altro devono fare in situazioni del genere le banche centrali?" si domanda sempre Sapelli. E noi con lui e più di lui, disperatamente tesi al salvataggio dei quattro soldi che l'euro ci ha lasciato in tasca. Altroché i calcoli degli altissimi burocrati che ci governano. Anzi, professor Monti, perché prima di partire per le sue meritate vacanze non fa un salto in India? Si potrebbe documentare su una millenaria civiltà e scambiare qualche parola con due suoi dipendenti, i marò tenuti là prigionieri. Sarebbe anche un bel gesto da futuro presidente della Repubblica.

 

Il Grigiocrate

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