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Wuz.it - 17 settembre 2012 / La Pienezza del Vuoto. Tracce mistiche nei testi di Robert Walser di Francesco Roat PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 17 Settembre 2012 20:25

Fonte http://www.wuz.it/recensione-libro/7219/robert-walser-testi-pienezza-vuoto-francesco-roat.html

"Kafka, Musil, Canetti, Benjamin, Hesse, fra tanti altri, dichiararono da subito la loro ammirazione per la prosa di Walser, ma egli - durante la sua vita, quantomeno - non conobbe gran fortuna editoriale, né di pubblico."
Francesco Roat

"Walser appartiene a quella generazione di scrittori nella quale si compie, con risultati di altissima poesia, la fondamentale rivoluzione della letteratura moderna ossia la disarticolazione della totalità e del grande stile classico."
Claudio Magris

Un saggio che rende giustizia a uno dei più importanti autori svizzeri del Novecento, oltre che uno degli intellettuali più interessanti dell'area germanica.
Francesco Roat ha scelto come chiave di lettura le tracce mistiche, che abbondano in tutta la sua opera. Ne abbiamo parlato con lui, per avere maggiori indicazioni sull'analisi che troveremo in questo interessante saggio.

Uno dei massimi scrittori del Novecento, ma in Italia è poco conosciuto. Chi è Robert Walser?

Lo svizzero Robert Walser (1878-1956) è quasi unanimemente considerato non solo tra i massimi scrittori di lingua tedesca del Novecento, ma persino una delle voci più creative e significativa dell’intera narrativa occidentale del secolo scorso. Amato fin dagli esordi da personalità come Kafka, Musil, Canetti, Benjamin, Hesse, Walser non conobbe però gran fortuna editoriale, né di pubblico. Ed i lettori - specie quelli italiani che, in genere, lo conoscono poco – apprezzano di questo schivo e appartato autore soprattutto la tersità/solarità d’una scrittura nitida, lieve e mai greve, che può venir apprezzata da chiunque, di qualsivoglia età, estrazione sociale o culturale.


Chi sono i protagonisti dei suoi testi?

I personaggi dei suoi testi sono dei giovani costantemente alla ricerca di se stessi lungo vagabondaggi destinati a non concludersi mai. Sono infatti dei Wanderer (giramondo) un po’ naïf, alquanto fragili e vulnerabili, ma sempre fiduciosi nella vita. Essi, avendo scelto di non aggrapparsi a nulla, vista l’inconsistenza di ogni ancoramento definitivo, vagano di luogo in luogo e si guadagnano il pane facendo lavori umili, mettendosi a servizio di questo o di quello. Certo: questi eccentrici nomadi a volte si smarriscono, causa la loro erranza senza stelle fisse all’orizzonte, ma finiscono poi per ritrovare la forza di riprendere il cammino.
La loro specificità è la freschezza e l’innocenza, poiché tutto riescono ad apprezzare, rimanendo affascinati ora da un laghetto montano, ora da un prato in fiore, o da una giovane contadinella, quasi fossero in grado di cogliere l’anima mundi, di sentire ovunque la presenza del divino.

In cosa testimoniano le "tracce mistiche" che lei ha analizzato nella sua ricerca?

I protagonisti dei romanzi di Walser sono assai simili al loro autore, che ha cambiato cento mestieri e cento luoghi di residenza: sempre senza un soldo, senza legami affettivi duraturi, e senza mai stabilirsi troppo a lungo in un posto (questo fino all’approdo nell’ospedale psichiatrico di Herisau, presso il quale lo scrittore vivrà fino alla morte per oltre un ventennio). Essi non si attaccano a nulla, cercando semmai di liberarsi da ogni attaccamento e vivendo radicati nel presente. E così testimoniano una spiritualità profonda, che è poi il riflesso del loro autore.

Quali sono le opere più importanti di Walser?

Le opere più importanti di Walser – che fu anche brillante giornalista nonché autore di racconti, pezzi teatrali, poesie, e riflessioni di tipo saggistico - sono i romanzi: I fratelli Tanner, L’assistente e Jakob von Gunten. Simon, il protagonista del primo romanzo, rappresenta l’epigono del Wanderer che, da Eichendorff a Mahler, ha percorso in lungo e in largo la prosa, la poesia e il Lied tedeschi, incarnando la figura del giovane giramondo incapace di ancorarsi stabilmente a un luogo o a un’attività; in cerca non solo di se stesso, ma di qualcosa d’indicibile a parole; il che rimanda ad una ricerca di senso, pienezza o realizzazione spirituale. L’unica sua filosofia è: abitare al meglio il qui e ora, tramite una accoglienza/accettazione, che ha del mistico. Ne consegue un invito/insegnamento esplicito ai lettori: “Si troverebbe tutto meraviglioso, se si avvertisse tutto”.
Lo stile di vita di questo e di altri consimili personaggi rimanda dunque a una semplicità d’animo che li fa evangelicamente dei pauperes spiritu, dei veri e propri “poveri in spirito”, ossia coloro i quali sono liberi - oltre che dai possessi materiali anche dall’arroganza intellettuale - e si fanno umili mirando alla semplice spontaneità ed agendo come il cuore comanda. Questo atteggiamento, tale Weltanschauung o visione del mondo, consente dunque loro di farsi vuoti per accogliere tutto aprendosi con fiducia a tutto. Il che comporta: “sorridere alla morte e coraggio in ogni genere di iniziativa che la vita presenta”.

Anche Joseph, il protagonista del secondo romanzo di Walser è povero, girovago, ama servire, non pretende nulla di speciale dall’esistenza. Marcato è il suo anti-intellettualismo, come pure l’anti-psicologismo, che sottolineano - da parte del Nostro - la sfiducia nei confronti della ragione quale interprete esaustiva dei moti dell’animo.
Emerge qui e altrove, insomma, l’elogio d’un vivere all’insegna della schiettezza e della naturalezza.

Il III romanzo di Walser è infine “Jakob von Gunten”, che ci narra la storia di uno strano allievo di un ancora più strano istituto, dove da parte di maestri sonnacchiosi non si insegna nulla. Del resto, già all’inizio del testo, il protagonista dice di sé: “Io, nella mia vita futura, sarò un incantevole zero, tondo come una palla?. Questa propensione/aspirazione a divenire eine Null, (uno zero o una nullità) non sembri assurda. In quanto una tale modalità spirituale è stata fatta propria nei secoli e ad ogni latitudine da innumerevoli mistici, asceti o maestri presso varie culture e/o insegnamenti religiosi. In tale prospettiva esoterico-iniziatica, il walseriano: divenire “un incantevole zero, tondo come una palla? implica l’incondizionato venir meno dell’io, la totale spoliazione egoico-narcisistica, la completa kenosi. Condizioni o stati che rappresentano il sine qua non di ogni itinerario mistico e di ogni autentica crescita spirituale.

Francesco Roat - La Pienezza del Vuoto. Tracce mistiche nei testi di Robert Walser
274 pag., 15,00 € - Edizioni Centro Studi Vox Populi 2012
ISBN 9788890735516

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 19 Novembre 2012 20:27
 

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