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SoloLibri.net - 10 luglio 2012 / Il "Grigiocrate" Mario Monti PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 10 Luglio 2012 13:58

“Vorrei che l’Italia diventasse un paese noioso”.

Così, tempo fa, si espresse Mario Monti in un’intervista rilasciata al Financial Times. Certo, dopo il governo del bunga bunga il professore si presenta più affidabile, serio, credibile, tuttavia fino adesso la sua azione da presidente del consiglio ha suscitato più delusioni che apprezzamenti, soprattutto in chi lo aveva salutato come salvatore della patria. Le decisioni assunte – molte delle quali a discapito dei soliti noti (lavoratori e pensionati) – sembrano inadeguate a fare fronte alla crisi finanziaria e all’incubo dello spread. Il rigore di bilancio - giusto e sacrosanto dopo decenni di sperperi e corruttele - senza però alcuno slancio inventivo e davvero innovativo sta aggravando la depressione economica dello Stivale.


Il Grigiocrate Mario Monti (Fuori|onda 2012) – il titolo già tutto un programma - è un’agile e tagliente biografia non autorizzata dell’ex rettore della Bocconi di Milano. Scritto a sei mani da Augusto Grandi, giornalista de Il Sole 24 ore, Daniele Lazzeri e Andrea Marcigliano, il libro analizza il fenomeno Monti ripercorrendone carriera e frequentazioni ad altissimi livelli in grandi banche, società, istituzioni politiche di respiro internazionale. Dagli inizi negli anni Settanta alla Fiat ai numerosi incarichi di prestigio ricoperti presso i centri nevralgici della finanza planetaria, nelle stanze ovattate dove si decidono i movimenti di grandi flussi di denaro, arrivando alla recente nomina di senatore a vita prima e capo del governo subito dopo.

Tesi principe e di inquietante suggestione è quella di vedere il governo Monti come "un esperimento" pensato all’estero nei centri della finanza internazionale e attuato in Italia, in attesa magari di diffondersi in futuro in altri paesi: una nuova forma di potere – la tecnocrazia – di un nuovo ordine gestito da oscure lobby del denaro. Fantasia o preoccupante realtà? Non è dato sapere, almeno per ora. Chiara, invece, è la critica rivolta all’esecutivo dei “tecnici” dagli autori, in particolare a qualche suo componente di spicco (leggi la ministra Elsa Fornero).

Il professor Monti rimane ovviamente il bersaglio più grosso su cui il trio indirizza la polemica, soprattutto per la sua indiscussa familiarità ai più alti vertici con il mondo delle banche, le quali, guarda caso, risultano essere le meno penalizzate dall’azione dispensatrice di tagli e sacrifici dell’esecutivo.

Non manca poi la totale sfiducia verso i nostri politici abdicanti ad un governo non rappresentativo dell’elettorato – unico caso in Europa –, grazie anche all’intervento del presidente della Reppublica.

Il libro paventa, senza mezzi termini, il delinearsi all’orizzonte di una forma di potere tecnocratico economico-finanziario predominante che supplisce all’assenza della classe politica, ai danni di una cittadinanza sempre più anestetizzata e rassegnata a trasformarsi in sudditanza. Comunque la si pensi, il saggio, lucido e zeppo di spunti di riflessione, è consigliato a chi vuol andare oltre l’informazione quotidiana. Da non saltare, infine, l’interessante e acuta prefazione di Piero Sansonetti.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Luglio 2012 13:59
 

Il Grigiocrate

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