Pubblicazioni

Il Nodo di Gordio

Oltre Lepanto

Festival della sicurezza

Festival della Sicurezza

Pergine Valsugana 17/18/19
Settembre 2010

OSCE

ORSAM


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
Ahmed Yesevi, fonte del pensiero sufi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 28 Marzo 2011 20:11

Ahmed Yesevi, fonte del pensiero sufi

L’importanza di Ahmed Yesevi, altrimenti detto anche il Maestro del Turkestan o Sultano dei Santi, al di là dell’opera e della sua personalità storica, nella realtà geografica dell'Anatolia e dei Balcani, è dovuta al fatto di essere stato il primo sufi ad aver insegnato l'Islam ai Turchi, i quali attraverso il Sufismo (Tasawwuf), si familiarizzarono facilmente con questa nuova religione. L’influenza delle credenze sciamaniche e delle antiche religioni, permetteva loro una conversione all’Islam mutuata dal sufismo, che, al posto di rigide regole, si rivolge direttamente al cuore ed all’essenza dell’uomo.

In altre parole il Maestro del Turkestan, il quale si prestò ad insegnare la comprensione dell'Islam e del Sufismo ai Turchi nomadi nelle loro lingue, realizzando la fusione tra i principi morali della religione islamica e le antiche culture dei Turchi, fu altresì il fondatore della prima confraternita sufica turca e il primo rappresentante dell'Islam turco. Inoltre essendo egli stesso poeta sufi e maestro ed esponente di una confraternita, influenzò numerose confraternite a lui successive.

Maggiori dettagli riguardo alla vita di Yesevi, li impariamo dalla sua vita leggendaria. Infatti, queste leggende ci danno delle indicazioni riguardo alla sua vita e la sua missione. La prima di queste e per noi la più importante riguarda l’incontro con Arslan Bab (Baba), in quanto questa leggenda lega il suo cammino a quello del Profeta dell'Islam.

Arslan Baba è il primo maestro spirituale di Yesevi. Riguardo al suo nome esistono diverse leggende. tradizioni così come racconti di saggezza. Secondo una di queste Arslan Baba insieme a Korkut Ata, noto nei racconti anche come Dede Korkut, si recarono in Arabia dove incontrarono il primo Califfo Abu Bakr quindi ritornarono in Turkestan per diffondere la religione islamica.

L’incontro di Yesevi con Arslan Baba ci pone dinnanzi ad un’altra verità. Secondo tradizioni e racconti di saggezza tramandati, Arslan Baba, si avvicinò fraternamente al piccolo Ahmed che essendo un bambino di 7 anni, stava giocando per strada, per porgli nella mano il dattero della fede.
Ahmed lo guarda senza stupore e gli dice: “tu mi hai portato la mia fede”. La fede è quella del Profeta. Prende il dattero e da quel giorno attraverso gli insegnamenti di Arslan Baba, inizia la via dei sufi.

A sette anni Arslan Baba venne in Turkestan
Toccò il mio capo, io piansi e vedendo la mia condizione egli rise
Infiniti dhikr recitai e provò compassione
Ascoltate le parole benedette di Arslan Baba


Esiste un poesia che si inserisce in maniera indipendente nel Divan-ı Hikmet chiarificando questo tema, inoltre, come evidenziato nella Hikmet, il compito di Arslan Baba non si esaurisce nella consegna del dattero bensì parte da questo istante. Arslan Baba dimostra di aspirare all’essenza originaria del cuore. E questo è un elemento importante... Pertanto da questo momento in poi inizia la diffusione del sufismo turco-islamico verso le steppe del Turkestan.

Arslan Baba ci viene incontro come un personaggio leggendario, infatti, secondo questa tradizione visse quattrocento anni; il suo mausoleo si trova ancora nella città di Otrar, nelle vicinanze di Yasi. Ed è insieme a lui che i dervisci del Turkestan immediatamente diffusisi che portano nomi autenticamente turchi sono assopiti da secoli.

Karılgaç Baba , Laçin Baba, Kırlangıç Baba…
Da Arslan Baba la buona notizia e dal maestro richiesi l’approvazione
O amici nella preghiera siate lieti. (67.Hikmet)


Dopo la morte di Arslan Baba, Ahmed Yesevi si recò a Samarcanda dove entrò in contatto con Yusuf Hamedani, il quale all’interno della catena spirituale nota come “catena d’oro” della tariqa naqsbandiyya, per invito dei sultani girava le città del Turkestan di Merv, Bukhara, Samarcanda ed Herat divulgando i suoi insegnamenti. In base a fonti storiche sappiamo che il Sultano Selgiuchide Senjer fosse legato a Yusuf Hamedani e gli avesse sempre mostrato la sua venerazione.

Dalle Hikmet sappiamo che, al tempo della sua maturità, circa all’età di 27 anni, Ahmed Yesevi andò da Yusuf Hamedani. Al suo fianco, Ahmed Yesevi, completati gli studi sia nelle scienze esteriori che interiori, divenne il terzo Maestro sulla via iniziatica, il successore di Yusuf Hamedani. In una delle fonti che confermano ciò si trova la seguaente frase: “Il terzo successore di Yusuf Hamedani fu Ahmed Yesevi, al quale sono tradizionalmente riconosciute facoltà miracolose e straordinarie di cui chiunque con intenzione pura e sincera ne avesse avuto il privilegio si sarebbe trovato in grazia divina”.

Dopo essere stato, per un periodo, la guida spirituale dei sufi di Bukhara, dietro consiglio di Hamedani lasciò il suo posto ad Abdulkhalik Gujduwani e ritornò a Yasi dove rimase fino al 1116, anno della sua diaprtita, isuflando il suo Spirito nelle Steppe del Turkestan.

Una delle più belle conseguenze del suo adeguamento alla tradizione da parte di Ahmed Yesevi sono le leggende al suo riguardo trasmesse oralmente attraverso le varianti balcaniche ed anatoliche. Al sessantatreesimo anno di età, lo stesso della morte del Profeta, Yesevi inizia un eremitaggio in una cella fatta scavare sotto terra. Questo poichè egli considerava il Profeta come un sole e l’altro sole, dopo il tramonto dal mondo del primo, non poteva più illuminare nè lui nè i sufi. Questa cella anacoretica è incredibile, attraverso una scala si raggiunge un passaggio angusto che conduce alla tekke di Yesevi. Le fonti ci dicono che l’Khoja vissuto qui quasi dieci anni, completò il suo ritiro ascetico in solitudine fino alla sua morte avvenuta il settantareesimo anno di età. Al riguardo esistono delle belle Hikmet che raccontano:

A sessantare anni una voce mi disse: “O mio fedele va nella terra!”
Offri la tua essenza e la tua anima
Brandisci la spada e spezza il tuo nafs
A me l’Uno e l’Esistente, non hai visto il tuo Volto Divino?


A nostro avviso al mondo ci sono due importanti doni di Khoja Ahmed Yesevi. Il primo è costituito dalla tariqa Yassawiya con le sue ramificazioni anatoliche di dervisci ed allievi, i quali attraverso questo insegnamento diffusero il sufismo sugli ambiti geografici dell’intera penisola balcanica e anatolica (Europa cioè Istanbul). In altre parole egli è il padre di sufi come: da Sarı Saltuk a Somunju Baba, da Yunus Emre a Hajı Bektaş-ı Veli e di tutti gli Eren anatolici, i quali hanno seguito la sua via e le sua missione. Un altro omaggio invece ci viene dalle sue riflessioni e credenze che attingiamo dalla sua opera immortale il Divan-ı Hikmet.

Come disse Mevlana, a forza di parlare con voi non voglio arrecare disturbo...

Anche la parola come l’essenza è sempre nascosta, e quindi si rende necessario abbreviarla (Rûmî)

E così dicendo vi porgo i miei più sinceri rispetti e vi ringrazio, specialmente Ermanno Visintainer,
per il vostro invito


Dr.Kudret Altun

 

Il Grigiocrate

Notizie flash

Relazione di Hasan Kambolat Direttore del think tank turco "Orsam"
VIII Workshop Vox Populi / 1 - 2 - 3 luglio 2011

Le evoluzioni vissute dal Medio Oriente a partire dalla seconda metà del 2010 hanno dato il via ad un’ondata di mutamenti radicali nella regione.
E come è noto, la dimensione più rilevante di quest’ondata ha rigurdato le aspettative nei confronti di regimi che offrissero importanza ai diritti umani e democratici al posto di quelli antidemocratici, che si situassero al di fuori da correnti radicali e fondanti buone relazioni con la rimanente parte della comunità internazionale.

Leggi tutto...

I nostri Social Network



Contatore

Utenti : 86
Contenuti : 579
Link web : 6
Tot. visite contenuti : 1499546