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Per gli Hedge Fund ci vuole una regolamentazione UE PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Lazzeri   
Sabato 01 Gennaio 2011 12:53

Sembra quasi una dichiarazione di indipendenza finanziaria, quella lanciata dal Ministro dell’Economia francese, Christine Lagarde, nei confronti del Segretario al Tesoro americano, Timothy Geithner. Oggetto del contendere sono, nuovamente, gli hedge fund, i fondi speculativi che tanto hanno fatto discutere durante il periodo più buio della crisi finanziaria internazionale.

Nessun boicottaggio, è stato sottolineato da parte dell’esponente economico del governo francese ma un rigido rispetto della regolazione europea in materia. Christine Largarde affida ad una lettera rivolta al suo omologo negli Stati Uniti d’America, le rimostranze da parte della Francia sul rischio di colonizzazione dell’Europa da parte anglo-americana attraverso questi pericolosi gestori di strumenti finanziari.

Il tentativo di un accordo sulle regole per gli hedge funds ed i fondi di private equità è fallito durante il vertice della settimana scorsa alla presenza degli ambasciatori dell’Unione Europea. Sarà compito dell’Ecofin provare a definire meglio questo dossier nella riunione convocata per questa settimana in Lussemburgo. I Ventisette Ministri dell’Economia saranno, dunque, chiamati a dirimere il conflitto in essere su quello che è stato definito il “passaporto europeo” degli hedge fund e cioè l’autorizzazione unica che consente ai manager, anche di Paesi non appartenenti all’Ue di esercitare la propria attività liberamente, in tutti gli Stati aderenti all’Unione Europea.

Nessun problema nemmeno per l’Italia che, stando ai dati forniti da Maria Cannata, Direttore Generale del Dipartimento del Tesoro che segue il debito pubblico, i maggiori acquirenti dei nostri titoli di stato sono le banche centrali straniere, mentre sono praticamente assenti gli hedge fund”.

Il dato non è di secondaria importanza, poiché la presenza minimale degli hedge evita il rischio di pericolose tensioni speculative sul debito pubblico del nostro Paese. Una fetta consistente dei titoli di stato emessi dal Tesoro, infatti, sono in mano a Germania e Stati Uniti, così come cifre consistenti sono state investite nel debito pubblico italiano dalla Cina e da alcuni Paesi del Medio Oriente.

 

Il Grigiocrate

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