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Tremonti studia da Papa PDF Stampa E-mail
Scritto da Daniele Lazzeri   
Sabato 01 Gennaio 2011 12:41

Il tanto criticato Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, si sta prendendo qualche significativa rivincita. Le critiche mosse in passato al suo operato sono pervenute non solo dalla coalizione che, attualmente, sta all’opposizione in Italia ma anche da qualche esponente della stessa maggioranza.

Ricordiamo che Gianfranco Fini, nella predente legislatura guidata dal centrodestra, volle servita su un piatto d’argento proprio la testa di Tremonti per evitare di ritirare i ministri di Alleanza Nazionale dal Governo, salvo poi, dopo la gestione incolore di Domenico Siniscalco, dover ammettere che solo il “ganzo Giulio” sarebbe stato in grado di raddrizzare le sorti delle malconce finanze pubbliche italiane. La fermezza ed il rigore col quale ha pilotato i conti pubblici italiani nella crisi economica gli sono valsi qualificanti ed inaspettati riconoscimenti internazionali.

Oggi, l’approccio liberale e socialisteggiante di Tremonti, varca un’altra soglia, quella dello Ior e, più in generale della finanza cattolica. Assopite le vecchie ruggini con Giovanni Bazoli e Corrado Passera di Banca Intesa, legati a triplo filo al mondo prodiano, il pensiero del Ministro di via XX settembre viene accolto sulle pagine de “L’Osservatore Romano”. Il quotidiano capitolino, organo ufficiale della Città del Vaticano, ha pubblicato infatti l’intervento tenuto da Tremonti al convegno promosso dall’Istituto per le Opere di Religione, lo Ior per l’appunto, svoltosi la settimana scorsa nell’Aula delle Benedizioni del Palazzo Apostolico. L’iniziativa, dal titolo “Paesi sviluppati e Paesi emergenti.

Con la crisi, il mercato finanziario è cambiato profondamente. Quanto perdurerà la situazione attuale? Quali prospettive per il futuro?”, ha rappresentato un’importante occasione per il Ministro dell’Economia di ritornare sulle cause dello tsunami finanziario che ha investito il pianeta e degli effetti nefasti di una mala gestione della finanza. “Il mondo – ha sostenuto Tremonti – ha quanto mai bisogno di norme trasparenti per regolare la finanza”.

Il convegno di Roma, che ha registrato la presenza del Segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone e del Presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, unitamente ad alti esponenti della Santa Sede, è stata una preziosa circostanza per certificare la fine del “vecchio ordine mondiale”, quello basato sullo strapotere della moneta americana e del modello di sviluppo occidentale. Sulle pagine de “L’Osservatore Romano”, infatti, viene riportato un ampio stralcio dell’intervento di Tremonti che ha colto l’occasione per sottolineare come il G7 sia ormai stato superato nei fatti, perdendo “la sua compattezza basata su un comune codice linguistico (l’inglese), monetario (il dollaro), e politico (la democrazia occidentale)”. “Nell’ambito del G20 che si va ora affermando – prosegue Tremonti – e che nel recente summit coreano ha visto aumentare il peso dei Paesi emergenti all’interno del Fondo monetario internazionale, questi non sono più valori condivisi”.

Anche per il Ministro dell’Economia, siamo giunti alla fine di un modello di sviluppo non più sostenibile e di una concezione del mondo incentrata sui Paesi industrializzati. Nell’era della globalizzazione, nuovi e forti attori si sono affacciati sullo scenario della politica internazionale chiedendo di contare di più. Con loro si è già cominciato a fare i conti, mettendo da parte antiche e superate concezioni basate sullo sfruttamento e sul “colonialismo” finanziario ed economico.

Ultimo aggiornamento Sabato 01 Gennaio 2011 12:45
 

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