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Nell’anno della cultura cinese PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Sabato 02 Ottobre 2010 08:46

Autore: Graziella Giangiulio
Fonte: Linea, 2 ottobre 2010

Il 7 ottobre, a Roma, sarà inaugurata la rassegna con il Premier italiano e Wen Jiabao. Obiettivo: rafforzare il dialogo
Cresciuti del 400% in 40 anni i rapporti commerciali Roma-Pechino


Non poteva esserci cornice migliore di Palzzo Barberini a Roma per presentare, nel giorno della festa della Repubblica Popolare Cinese, il calendario di eventi per l’“Anno della cultura cinese in Italia” che verrà inaugurato il 7 ottobre a Roma con il Premier Silvio Berlusconi e il suo omologo cinese, Wen Jiabao.

Cina e Italia, non sono al primo appuntamento, si frequentano con profitto sin dagli anni ‘70. Allora gli scambi commerciali ammontavano a 125 milioni di dollari, dopo 40 anni si è arrivati alla cifra di 400 miliardi di dollari, ma questo scambio commerciale di indubbio valore economico, come ha spiegato durante la conferenza stampa di presentazione Han Qiang, Consigliere politico dell’Ambasciata, non basta più: «Cina e Italia hanno molte cose in comune. Sono culle della civiltà. La Cina di quella orientale, l’Italia di quella occidentale.


Non solo l’Italia è stata tra i Paesi fondatori dell’Unione europea ed è la settima o ottava potenza mondiale, la Cina è il Paese in via di sviluppo più forte ecoomicamente». Tra gli obiettivi di questa rassegna: approfondire la conoscenza della Cina e migliorare il dialogo politico tra le due realtà. Come ha sottolineato il Direttore Generale per l’Asia e l’Oceania, Ambasciatore italiano in Cina, Attilio Massimo Iannucci. Lo scambio porterebbe a entrambi i Paesi benefici notevoli, alla Cina il passaporto di una “nuova Repubblica Popolare cinese” volta al dialogo e all’Italia lo sbocco di nuovi mercati di cui ha bisogno in questi tempi di crisi economica.

Non va dimentcato, infatti, che la Cina da tempo chiede una Riforma del Consiglio di Sicurezza della Nazioni Unite e insite per rafforzare gli accordi economici con la UE.

In quarant’anni di storia comune i rapporti italo-cinesi si sono fortificati di giorno in giorno fino ad arrivare al 2004, anno della sigla del “partenariato strategico”, ovvero un momento di svolta che posto le basi e le radici di un nuovo modo di concepire i rapporti bilaterali: aggiungere al commercio il desiderio di ampliare la sfera della cono scenza e scambio tra culture millenarie, l’inizio di un dialogo e di una crescita parallela. A confermare queste parole Giuliano Urbani, Coordinatore del Governo Italiano dell’ “Anno culturale cinese”: «Il progetto ha origine in tempi lontani, sin dal 2004 nel corso della visita di Stato in Cina, il Presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi ed il Presidente cinese Hu Jintao hanno annunciato congiuntamente che l’Anno dell’Italia in Cina si sarebbe tenuto nel 2006. E questo presupponeva già un evento simile in suolo italiano». L’Italia ha partecipato al restauro della Grande Muraglia cinese della provincia di Pechino, a quello della Città Proibita, la Cina ha contribuito alla rinascita di molti teatri italiani.

Dal 2004 lo scambio e il dialogo tra i due po poli si è fortificato. I due passaggi successivi che hanno portato la rassegna della Cina in Italia sono state le sigle tra il Presidente Berlusconi e il Primo Ministro primo ministro, Wen Jiabao, nella visita in Cina nel 2008 e la successiva firma del 2009 tra i Mini stri degli Esteri.

Il desiderio di una rassegna in Italia è molto sentito dalle autorità cinesi visto il successo che quella italiana ha avuto nel territorio della Repubblica.
Non a caso l’Ambasciatore della Repubblica Popolare cinese in Italia ha detto: «All’Expo di Shanghai il padiglione italiano è quello più visitato dopo quello cinese con 5 milioni di visitatori al giorno, per entrare si fanno fino a 4 ore di fila».

Lo scambio culturale dunque significa, come hanno spiegato tutti i partecipanti alla conferenza di presentazione dell’“Anno cinese in Italia”, conoscenza; significa assotigliare le barriere dell’incomprensione. Gli eventi sparsi sul territorio italiano hanno il compito di far conoscere l’altro volto della Cina, quello sconosciuto ai più: quello musicale, della pittura, della scultura, della lingua, della ricerca, dell’innovazione.

La rassegna prevede proprio per questo motivo all’incirca 100 eventi di carattere culturale ma anche economico-commerciale, educativo, tecnico-scientifico, ambientale e turistico che si svolgeranno a Roma, Milano, Torino, Napoli, Firenze e molti comuni e province gemellate con regioni della Cina. Tra gli eventi da tenere d’occhio, ha suggerito il Capo ufficio stampa dell’Ambasciata, Yang Yenyen: «Il concerto di apertura del 7 ottobre all’Auditorium di Roma della Filarmonica di Cina, diretta dal Maestro Long Yu; la mostra “Due Imperi.

L’Aquila e il Dragone a palazzo Venezia, in cui verranno esposte opere cinesi e romane di epoca antica e il forum dei ragazzi 8-10 ottobre dove sul palco si esibiranno 300 giovani italiani e cinesi. E ancora il forum dell’innovazione dal 7-11 novembre che vedrà 250 studiosi italiani e cinesi confrontarsi su temi come: disegno e l’efficienza energetica». Infine, in programma, anche sfilate con costumi cinesi durante il capodanno cinese nel mese di febbraio.

Ultimo aggiornamento Sabato 01 Gennaio 2011 13:50
 

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