Pubblicazioni

Il Nodo di Gordio

Oltre Lepanto

Festival della sicurezza

Festival della Sicurezza

Pergine Valsugana 17/18/19
Settembre 2010

OSCE

ORSAM


Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
CHÁVEZ RICORRE ALLE RISERVE DELLA BANCA CENTRALE PDF Stampa E-mail
Scritto da Mauro Margoni   
Domenica 24 Gennaio 2010 18:00

LA NACION - Lunedì 11 gennaio del 2010



HA ANNUNCIATO CHE 7000 MILIONI DI DOLLARI SI DESTINERANNO AD UN FONDO PER LO SVILUPPO; HA ORDINATO AI MILITARI DI CONTROLLARE L'AUMENTO DEI PREZZI
 
CARACAS.- In una controversa iniziativa destinata a combattere la recessione, il presidente del Venezuela, Hugo Chàvez, ha annunciato che la Banca Centrale del suo paese trasferirà in pochi giorni 7000 milioni di dollari dalle sue riserve internazionali ad un fondo per lo sviluppo.
Il presidente ha annunciato la misura ieri sera, un giorno dopo che il suo governo mettesse in marcia una sostanziale svalutazione del bolivar, che ha spinto i venezuelani nei negozi per paura che i prezzi crescano nel paese raggiungendo la maggiore inflazione dell'America Latina.

 

 
In questo contesto, Chávez ha ordinato ieri ai militari di verificare, a partire da oggi, che i commercianti non alzino i prezzi come prodotto di una svaluta-
zione che ha deprezzato il bolivar tra un 17 e un 50%.
Il presidente ha minacciato di confiscare qualsiasi negozio che speculerà con i propri prodotti.
Il presidente bolivariano ha messo in risalto il fatto che le riserve della Banca Centrale del Venezuela superano i 35.000 milioni di dollari, un livello superiore al livello "ottimo" di 28.000 milioni di dollari e che le riserve "eccedenti" saranno trasferite al Fondo per lo Sviluppo Nazionale (Fonden), un' impresa creata nel 2005 per finanziare grandi progetti di investimento sociale...
"La Banca Centrale del Venezuela deve trasferire al Fonden tutta la parte che eccede i 28.000 milioni di dollari ", ha dichiarato il presidente in una conferenza a Caracas.
Il trasferimento di risorse è stato duramente criticato dagli economisti dell'opposizione, i quali consdiderano che mini l'appoggio della moneta venzuelana,
il bolivar, che il venerdì è stata svalutata per la prima volta dopo cinque anni.
La quotizzazione del bolivar era fino a ieri di 2.15 per dollaro. Da oggi,  la moneta si reggerà con due tipi di cambio ufficiale: uno di 2,6 bolivares per prodotti di prima necessità, rimesse e importazioni del settore pubblico e l'altro di 4,30 bolivares per il resto dei prodotti.
Questo ultimo tipo di cambio si applicherà alle divise generate dal settore petrolio, che - secondo gli analisti - permetterà al governo di incrementare la spesa pubblica nell'anno elettorale.
Canali televisivi e giornali hanno mostrato ieri foto di lunghe file di persone che compravano elettrodomestici, oltre a diverse analisi di come inciderà la svalutazione sull'economia.
La maggior parte dei prodotti consumati dai venezuelani sono importati. Il governo socialista accusa i mezzi di comunicazione di generare panico e assicura che l'impatto della svalutazione sui prezzi non sarà forte.
L'inflazione venezuelana è la più alta del continente; è stata del 25,1% nel 2009 e è la maggiore preoccupazione dei venezuelani.
In tal senso , Chàvez ha ordinato al suo ministro della difesa, Ramón Carrizales, che controlli l'aumento dei prezzi. "Voglio che la Guardia Nazionale vada per le strade del paese a combattere contro la speculazione", ha detto Chávez nel suo programma Aló, Presidente.
"Certi borghesi, oligarchi(...) stanno dicendo che per le misure annunciate il venerdì dovranno aumentare i prezzi...Non lo accetteremo!, ha dichiarato Chávez.
"Per prima cosa lì richiamerò affinché non lo facciano e dirò al popolo che non si lasci derubare. Non c'è nessuna ragione perché aumentino i prezzi", ha insistito il presidente venezuelano.
Ha anche avvisato i commercianti del paese che potrebbe ordinare la confisca di quei negozi che aumenteranno i prezzi in modo eccessivo.
"I proprietari che (aumenteranno i prezzi) li chiameremo "pluscuálidos", (che) sono i saccheggiatori del popolo, quelli che abusano dei prezzi", ha dichiarato Chávez, che ha spiegato che i negozi indagati saranno consegnati nelle mani "de los trabajadores, del popolo" per instaurare un nuovo sistema di commercio "socialista".
Il governo afferma che la svalutazione cerca di fomentare la produzione nazionale. Sulla stessa linea, ha creato ieri un fondo per sostituire le importazioni.
"Il Fondo Bicentenario: 1000 milioni di dollari per la sostituzioine delle importazioni, incominciando dagli alimenti, prima di tutto", ha annunciato Chávez,
e ha chiarito che dal fondo usciranno crediti e sussidi.
Le nuove misure macroeconomiche hanno luogo mesi prima delle cruciali elezioni legislative di settembre, nelle quali Chávez cercherà di mantenere la sua ampia maggioranza.
Ieri l'opposizione è tornata ha criticare la svalutazione. Il coordinatore nazionale del partito dell'opposizione "Primero Justicia", Julio Borges, ha detto
che le misura presa è" uno sperpero in regalìe, acquisti militari e statalizzazioni". Mentre il governo diventa ricco, il popolo diventa doppiamenete povero", ha affermato.
Intanto, il presidente del Copei Partido Popular, Luis Ignacio Planas, ha denunciato che il denaro che riceverà il governo per le modifiche sul tipo di cambio sarà utilizzato per scopi politici.


DEBACLE NONETARIA

-CONTROLLO. Chávez ha imposto un ferreo controllo sul cambio nel 2003
 per arrestare una forte fuga di capitali dopo la crisi politica.
 Si fissò a 1600 bolivar per dollaro

-Svalutazione. La svalutazione di venerdì è la terza da allora.
 La precedente fu del 2005, quando si svalutò a 2150 bolivar per dollaro.
 Nel 2008 si eliminarono i tre zeri.

-Mercato parallelo. Il venerdì è arrivato fino a 7 bolivar per dollaro.

-Inflazione. Ad una caduta del bolivar segue di solito un' accelerazione
 dei prezzi nell'economia petrolifera, che importa la maggior parte di ciò
 che consuma

-Deterioramento. Negli anni 70', la moneta venezuelana era una delle più
 forti della regione, da allora però ha sofferto uan lunga storia di
 instabilità  
 

Ultimo aggiornamento Domenica 24 Gennaio 2010 19:58
 

Il Grigiocrate

Notizie flash

L’ascesa continua della Turchia

In quest’articolo, Selcuk Gültaşlı, attraverso un rapido monitoraggio degli umori dell’opinione pubblica turca ed internazionale, riepiloga il nuovo corso della politica estera della Turchia, analizzata anche nello speciale del quotidiano il Foglio, del 6 novembre 2009, intitolato: ”Stiamo perdendo la Turchia” http://www.ilfoglio.it/soloqui/3797, conseguente al suo recente spostamento verso l’asse eurasiatico, dopo l’accordo South Stream stipulato con la Russia, di cui l’Italia è stata co-protagonista. Così come al suo recente accostamento al potente vicino iraniano. Gültaşlı commenta l’approccio delle più importanti testate giornalistiche americane, come il Wall Street Journal e il New York Times, in cui rispettivamente il primo paventa l’uscita dalla NATO da parte della Turchia, mentre il secondo ne esalta l’attivismo. Si pone la questione inerente alla “messa a punto” di una definizione precisa, da parte del governo, di una politica estera in linea con valori condivisibili.

 

Titolo originale: 'Türkiye'nin yükselişi ve yükselişi'

Leggi tutto...

I nostri Social Network



Contatore

Utenti : 46
Contenuti : 579
Link web : 6
Tot. visite contenuti : 1453515