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Berlusconi in Bielorussia, primo leader occidentale da 10 anni PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 26 Novembre 2009 07:28

MINSK, 24 novembre (Reuters) - Con la sua visita attesa per lunedì 30 novembre, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarà il primo premier occidentale a recarsi in Bielorussia da un decennio a questa parte.

"La Bielorussia e l'Italia sono a uno stadio molto importante nell'intensificazione delle loro relazioni [...] prova ne è l'imminente visita di Silvio Berlusconi a Minsk il 30 novembre" ha detto l'ambasciatore italiano in Bielorussia, Giulio Prigioni, secondo quanto riferisce l'agenzia nazionale Belta.

Con questa visita Berlusconi ricambia quella del presidente Alexander Lukashenko dello scorso aprile, con la quale ruppe il periodo di isolamento politico del Paese.

I contatti tra l'ex repubblica sovietica e l'Occidente si sono raffreddati dalla seconda metà degli anni Novanta in poi a causa delle frequenti critiche sullo stato della democrazia e dei diritti umani nel Paese, e sono ulteriormente peggiorati nel 2006, quando Lukashenko è stato accusato di brogli nella sua rielezione.
In risposta l'Ue ha imposto delle restrizioni alla Bielorussia, tra cui un divieto di visto per Lukashenko, sospese nell'ottobre 2008.

Tale sospensione è stata rinnovata i primi di novembre come incentivo perché il paese intraprenda la via delle riforme. L'Italia, dopo la visita di Lukashenko, ne aveva chiesto la completa abolizione.


Fonte: www.reuters.it

 

 

Il Grigiocrate

Notizie flash

Autore: Pietrangelo Buttafuoco
Fonte: Panorama

Quello del colonnello Gheddafi è un omicidio, bisogna avere il coraggio di chiamarlo con il suo nome. E non siamo all’altezza di questo nemico perché ci manca il coraggio di dichiararci assassini.

Non lo siamo stati quando abbiamo lasciato impiccare Saddam Hussein. Ancora qualche minuto prima gli americani ci facevano bisboccia col satrapo irakeno, lo tenevano al guinzaglio come cane da guardia contro la Repubblica islamica d’Iran ma quando hanno deciso di metterlo a morte lo hanno buttato nel cesso del male assoluto senza tenere conto del contrappasso: Saddam, infatti, gli si è rivelato in dignità e onore davanti al cappio e non siamo stati degni di quell’amico diventato per puro interesse un nemico, perché siamo rimasti a guardarcelo appeso, lasciandogli appesa, sul bavero del suo cappotto, tutta la nostra vergogna. Non uno schianto, non una lagna. Messo a morte senza concedere un lamento, così Saddam.

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